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Come
è noto per le immobilizzazioni materiali il cui costo unitario
non supera i 516,46 euro è consentita la deduzione integrale
della spesa nell’esercizio in cui essa è sostenuta.
Qualora
si opti per tale soluzione non è necessario l’indicazione di tali beni
sul libro cespiti. Tuttavia la loro annotazione è sempre possibile. In
questo caso i beni in questione saranno iscritti in contabilità come
immobilizzazioni materiali e saranno interamente ammortizzati nel corso
dell’anno.
Esempio:
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ATTREZZATURE
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F.DO
AMM.TO ATTREZZATURE
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500
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500
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La
soluzione di iscrivere tali beni nel libro cespiti può essere utile in
quanto, in tal modo, essi concorrono a formare il costo complessivo
ai fini del calcolo delle spese di manutenzione, riparazione e
trasformazione deducibili.
Infatti
le spese di manutenzione ordinarie sono, fiscalmente, deducibili
nel limite del 5% del costo complessivo dei beni materiali risultanti
all'inizio dell'esercizio.
Esempio:
Supponiamo
che all’inizio dell’esercizio x, i beni materiali ammortizzabili
ammontano a 30.000 euro.
Ipotizziamo
inoltre che, nel corso dell’esercizio x-1 erano stati acquistati beni di
importo unitario inferiore a 516,46 euro per 500 euro.
Supponiamo
poi che nel corso dell’esercizio x abbiamo sostenuto spese di manutenzione
ordinaria per 2.000 euro.
1°
SITUAZIONE – I BENI DI IMPORTO
UNITARIO INFERIORE A 516,46 EURO NON SONO STATI ISCRITTI NEL
REGISTRO DEI BENI AMMORTIZZABILI
Il
valore dei beni materiali ammortizzabili iscritti all’inizio
dell’esercizio x ammonta a 30.000 euro.
Le
spese di manutenzione ordinarie deducibili ammontano a: 30.000 x 5% = 1.500
euro.
2°
SITUAZIONE – I BENI DI IMPORTO
UNITARIO INFERIORE A 516,46 EURO SONO STATI ISCRITTI NEL
REGISTRO DEI BENI AMMORTIZZABILI
Il
valore dei beni materiali ammortizzabili iscritti all’inizio
dell’esercizio x ammonta a 30.500 euro.
Le
spese di manutenzione ordinarie deducibili ammontano a: 30.500 x 5% = 1.525
euro.
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