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La nozione di immobilizzazioni materiali
contenuta da una parte nel Codice civile e nei principi contabili nazionali,
e dall’altra negli IAS/IFRS, non si discosta sensibilmente se si fa
eccezione per ciò che concerne gli immobili che costituiscono un
investimento immobiliare per l’impresa che, nei principi contabili
internazionali, trovano una specifica disciplina contenuta nello IAS 40.
Il Codice civile e i principi
contabili nazionali stabiliscono come criterio generale di valutazione
delle immobilizzazioni materiali quello del costo diminuito
dell’ammortamento, nel caso in cui la vita utile del bene sia limitata
nel tempo, ed eventualmente ridotto per tenere conto di perdite durevoli
di valore.
A quest’unico criterio previsto dal Codice
civile, gli IAS contrappongono due diversi metodi di valutazione:
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il metodo del costo, in base al quale
le immobilizzazioni materiali vengono valutate al costo, ammortizzato
durante la vita utile del cespite, sempre che esso abbia una utile
definita, con una eventualmente svalutazione nel caso di perdite
durevoli di valore;
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il metodo della rideterminazione al fair
value, in base al quale il valore delle immobilizzazioni materiali può
essere rideterminato ogni anno tenendo conto del loro valore di mercato.
La differenza sostanziale tra Codice civile e
IAS, sta nel fatto che il Codice civile prevede come unico criterio di
valutazione ammissibile quello del costo, mentre i principi internazionali,
accanto al criterio del costo ammettono, ma non impongono, anche la
valutazione al fair value.
Sostanzialmente analoga è la definizione di
costo, sia esso di acquisto che di produzione, prevista dal Codice e
dagli IAS. In entrambi i casi il costo di acquisto è rappresentato dal
prezzo pagato comprensivo degli oneri accessori di diretta imputazione e al
netto di sconti commerciali, mentre il costo di produzione è rappresentato
dai costi di diretta imputazione aumentato di una quota di costi indiretti
industriali.
Sia i principi contabili nazionali che quelli
internazionali prevedono la possibilità di capitalizzare gli oneri
finanziari.
La necessità di calcolare quote di
ammortamento è prevista, sia nelle norme interne che in quelle
internazionali, in tutte le ipotesi in cui ci si trovi di fronte ad
immobilizzazioni con una utilità limitata nel tempo: entrambe le
normative sottolineano la necessità di procedere ad un ammortamento
sistematico, effettuato in conformità di un preordinato piano di
ammortamento. Tuttavia, mentre i principi contabili nazionali danno
preferenza al calcolo di quote di ammortamento costanti, pur ammettendo
anche altri criteri per il calcolo delle quote di competenza, questa
preferenza non si riscontra nei principi contabili internazionali.
Si veda anche:
Immobilizzazioni - tabella di confronto codice civile
e ias |
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