SVALUTAZIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI

IN QUALI CASI È POSSIBILE PROCEDERE ALLA SVALUTAZIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI ISCRITTE IN BILANCIO

Aggiornato al 27.02.2008

La valutazione delle immobilizzazioni deve essere effettuata tenendo conto delle possibilità di futura utilizzazione di esse, delle condizioni finanziarie ed economiche previste per il futuro dell’impresa e delle condizioni generali del mercato di riferimento dell’impresa. Questi fattori, infatti, condizionano la possibilità di un realizzo indiretto dei beni in esame.

Per questa ragione l’art.2426 stabilisce che, qualora l’immobilizzazione, alla data della chiusura dell’esercizio, risulti durevolmente di valore inferiore a quello determinato secondo il criterio del costo ammortizzato in funzione della sua residua possibilità di utilizzazione, occorre procedere ad una sua svalutazione iscrivendo la stessa al minor valore. Se poi, nei successivi bilanci, vengono meno i motivi che hanno portato ad effettuare la rettifica, tale minor valore non può essere mantenuto.

La svalutazione dell’immobilizzazione può essere effettuata solamente nel caso in cui il minor valore rispetto al costo originario ammortizzato abbia un carattere durevole.

La svalutazione di un’immobilizzazione può essere causata da:

  • una perdita della funzionalità economica del cespite (come guasti, eccesso di capacità produttiva, prolungato mancato funzionamento, ecc..);
  • una previsione di futuri ricavi, nel periodo di vita utile del bene inferiori rispetto alle future quote di ammortamento con la conseguenza che il valore contabile risulta superiore rispetto al valore effettivamente realizzabile.

Vediamo come si procede ad effettuare la svalutazione di una immobilizzazione da un punto di vista contabile.

Esempio:

svalutato impianto iscritto in bilancio per 50.000 al valore di 40.000


Scrittura in partita doppia svalutazione immobilizzazione

La decisione di svalutare l’immobilizzazione deve essere oculata e documentata e va presa solo quando sussistono delle condizioni obiettive di irrecuperabilità del valore del cespite.

La svalutazione, quando ne sussistono i presupposti, rappresenta un obbligo per gli amministratori che redigono il bilancio e non una semplice facoltà.

Il fatto che l’impresa abbia chiuso alcuni esercizi in perdita non rappresenta di per sé una condizione sufficiente per procedere alla svalutazione delle immobilizzazioni.

Una volta emersa la necessità di procedere alla svalutazione, le immobilizzazioni che continueranno a far parte dell’organizzazione permanente dell’impresa, dovranno essere valutate in bilancio in base al valore recuperabile tramite l’uso.

Se dopo aver operato la svalutazione vengono meno i motivi che l’avevano determinata è necessario ripristinare, nei bilanci successivi, il valore originario.

 
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