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Approfondimenti

 
   
  Ammortamento immobilizzazioni immateriali - le regole previste dallo IAS 38

 

 

 
 
 
Approfondimento del 30.07.2008

 

Per ciò che concerne le immobilizzazioni immateriali, lo IAS 38 prevede che debbano essere ammortizzate solamente le attività a vita utile definita.

 

Il valore ammortizzabile è rappresentato dalla differenza tra il valore di iscrizione e il valore residuo. Tuttavia, a differenza di quanto accade per le immobilizzazioni materiali, il valore residuo è sempre ipotizzato pari a zero a meno che non esista un impegno formale da parte di terzi a comprare l’attività immateriale alla fine della sua vita utile o esiste un mercato attivo per l’attività immateriale in esame e si ipotizza esso esisterà anche alla fine della sua vita utile.

 

Il metodo di ammortamento da preferire è quello a quote costanti. In alternativa si può optare per un altro criterio che rifletta un più rapido ammortamento dei beni.

 

I beni a vita utile indefinita non devono essere ammortizzati ma sono soggetti ad impairment test con cadenza almeno annuale ed, in ogni caso, nel momento in cui vi è un’indicazione che il bene possa avere subito una riduzione di valore. Ciò in quanto un’attività non può essere iscritta ad un valore superiore rispetto a quello recuperabile. Quest’ultimo è rappresentato dal valore più elevato tra il fair value, al netto degli oneri e il valore d’uso dell’attività, cioè il valore attuale dei flussi finanziari futuri, in entrata e in uscita, che si prevede abbiano origine dall’attività.

 

Lo IAS 36, inoltre prevede che, l’impresa provveda a stimare, almeno a conclusione di ogni periodo amministrativo, il valore recuperabile delle seguenti attività:

  • attività immateriali non ancora disponibili per l'uso;

  • attività immateriali ammortizzate lungo un arco temporale che supera i venti anni.

La stima deve essere effettuata anche se non vi è alcuna indicazione che tali attività abbiano subito una perdita durevole di valore.

 
   

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