DATI DA INDICARE IN FATTURA

QUALI DATI DEVONO ESSERE PRESENTI IN FATTURA

Aggiornato al 13.12.2019

La fattura deve contenere i dati identificativi dell’emittente, quelli del cliente, e quelli relativi all’operazione compiuta (cessione di beni o prestazione di servizi).

I dati relativi all’emittente che debbono essere indicati sulla fattura sono:

  • ditta, denominazione o ragione sociale;
  • residenza o domicilio;
  • numero di partita IVA.

Queste indicazioni sono obbligatorie in base a quanto previsto dal DPR 633/72.

La fattura deve contenere, tuttavia, anche altri dati dell’emittente richiesti da altre norme, come l’indicazione del codice fiscale dell’emittente: lo prevede il D.P.R. 605 del 1973 che contiene disposizioni in materia di anagrafe tributaria.

In alcuni casi il codice fiscale e la partita IVA coincidono.

Le società di capitali (società per azioni, società a responsabilità limitata, società in accomandita per azioni) devono indicare anche il capitale sociale effettivamente versato quale risulta dall’ultimo bilancio.

Infatti, potrebbe accadere che il capitale sottoscritto dai soci al momento della costituzione della società o successivamente, non sia stato ancora versato per intero dai soci.

Le Srl con un unico socio devono indicarlo in fattura: anche questa è un’informazione richiesa dal Codice civile.

Nell’ambito del territorio dello Stato possono operare anche soggetti non residenti.

Questi possono avere in Italia, una stabile organizzazione o meno.

I soggetti non residenti con una stabile organizzazione in Italia sono equiparati a tutti gli effetti ai soggetti residenti e sono soggetti a tutti gli obblighi previsti dalla normativa IVA.

Se la fattura è emessa da un soggetto non residente con stabile organizzazione in Italia, essa deve contenere anche:

  • i dati del rappresentante fiscale;
  • l’ubicazione della stabile organizzazione.

Passiamo ora all’esame dei dati relativi al cliente che devono essere presenti in fattura.

La fattura deve contenere le seguenti indicazioni:

  • ditta, denominazione o ragione sociale;
  • residenza o domicilio;
  • numero di partita IVA se il cliente è un’impresa o un libero professionista; codice fiscale se il cliente è un privato. Se il cliente è un soggetto passivo in un altro stato membro dell’Ue occorre indicare il codice identificativo comunitario. L’indicazione della partita IVA o del codice fiscale del cliente sono richiesti in fattura per i documenti emessi dal 1° gennaio 2013.

Se il cliente è una stabile organizzazione, occorre indicare:

  • i dati del rappresentante fiscale;
  • l’ubicazione della stabile organizzazione.

Per ciò che concerne i dati relativi all’operazione effettuata, in fattura occorre indicare:

  • la natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi che formano oggetto dell’operazione;
  • i corrispettivi e gli altri dati necessari per la determinazione della base imponibile.

Inoltre la fattura deve contenere l’indicazione:

  • della data di emissione e del numero della fattura. A partire dal 1 gennaio 2013 la norma richiede che la fattura riporti un numero progressivo che identifichi il documento in modo univoco;
  • dei corrispettivi ed altri dati necessari per la determinazione della base imponibile;
  • del valore normale dei beni ceduti a titolo di sconto, premio, abbuono;
  • dell'aliquota;
  • dell'ammontare dell’imposta;
  • dell' ammontare dell’imponibile;
  • della data e numero dei documenti di trasporto a cui si riferisce, in caso di emissione di fattura differita.

Se l’operazione o le operazioni cui si riferisce la fattura comprendono beni o servizi soggetti all’imposta con aliquote diverse, devono essere indicati distintamente secondo l’aliquota applicabile:

  • natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi formanti oggetto dell’operazione;
  • corrispettivi ed altri dati necessari per la determinazione della base imponibile;
  • aliquota, ammontare dell’imposta e dell’imponibile.

Inoltre, a partire dal 01/07/2019, sulle fatture emesse successivamente al momento di effettuazione dell’operazione occorre indicare la data in cui è stata effettuata la cessione di beni o la prestazione di servizi o quella nella quale è stato corrisposto in tutto o in parte il corrispettivo.

L'indicazione della data di effettuazione dell'operazione assume rilievo nelle fatture immediate. Secondo quanto precisato nella circolare dell'Agenzia delle Entrate n.14/2019:

  • se si emette fattura cartacea o fattura elettronica per mezzo di canali diversi dallo Sdi (Sistema di Interscambio gestito dall'Agenzia delle Entrate), la fattura deve indicare sia la data di emissione che la data di effettuazione dell'operazione;
  • se si emette fattura elettronica inviata allo Sdi come data della fattura occorre indicare la data dell'operazione.

Esempio:
La Alfa Srl cede, alla ditta Rossi snc, alcuni beni in data 20 dicembre.
Per l'operazione la Alfa Srl emette fattura elettronica in data 28 dicembre (quindi, entro i 12 giorni consentiti) ed inviata allo Sdi nello stesso giorno.
La data da indicare in fattura è il 20/12.


Se, invece, si emette fattura differita la data da indicare come data fattura è quella relativa all'ultima operazione cui si riferisce la fattura.


Esempio:
La Alfa Srl, nel corso del mese di dicembre, effettua tre cessioni nei confronti della Rossi Snc, con consegna in data 5/12, 16/12 e 20/12.
La fattura elettronica potrà essere emessa entro il 15 gennaio e dovrà indicare, come data della fattura, quella relativa all'ultima cessione ovvero il 20/12.


Va precisato che, per legge, si considera fattura il documento che contiene tutti i requisiti previsti per tale tipo di documento, mentre non ha importanza il nome attribuito al documento che può presentarsi anche sotto il nome di nota, conto, parcella e simili. Quindi se il documento non reca la denominazione fattura, ma contiene tutti i dati previsti per essa, per legge il documento è comunque una fattura.

 
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