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Tutte le imprese di
maggiori dimensioni, dotate di una buona organizzazione amministrativa,
dispongono di una contabilità analitica che affianca la contabilità
generale.
La contabilità analitica,
detta anche contabilità industriale o contabilità di gestione
o contabilità direzionale o contabilità dei costi, ha scopi
diversi rispetto alla contabilità generale.
La contabilità
analitica rileva i fatti interni di gestione e ha come scopi:
-
il controllo
dello svolgimento della gestione aziendale e del suo grado di
efficienza;
-
la fissazione
dei prezzi di vendita e la valutazione della loro remuneratività;
-
l’indirizzo
delle decisioni aziendali attraverso l’impiego di calcoli di
convenienza economica che consentono di scegliere tra varie alternative
possibili per l’impresa;
-
l’analisi
della redditività dei singoli settori aziendali, dei diversi
prodotti, delle varie aree funzionali, ecc..
-
la
comunicazione di dati alla contabilità generale per la
determinazione di taluni costi da iscrivere in bilancio come nel caso
dei prodotti in lavorazione, dei costi di ricerca e sviluppo da
capitalizzare, ecc..
-
la
predisposizione della programmazione aziendale e del controllo
di gestione.
Brusa- Dezzani definiscono
la contabilità analitica come “quell’insieme
di rilevazioni di carattere economico, con le quali si imputano i costi (e i
ricavi) effettivamente sostenuti alle singole parti in cui è suddivisa la
struttura aziendale (centri di responsabilità) ed ai singoli prodotti o
famiglie di prodotti”. |
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