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  Base imponibile IVA - quali elementi la compongono

 

 

 
 
 
Approfondimento del 30.07.2007

 

Secondo quanto dispone l’art.13, comma 1, del DPR 633/72, la base imponibile ai fini IVA, delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi, è data dall’ammontare complessivo dei corrispettivi dovuti al cedente o al prestatore in base a quanto previsto dalle condizioni contrattuali.

 

Lo stesso articolo  precisa quali sono gli elementi che devono entrare a far parte della base imponibile.

Tali elementi sono:

  • il prezzo;

  • gli oneri e le spese inerenti l’esecuzione del contratto accollati al cessionario o committente;

  • i debiti o gli altri oneri verso terzi accollati al cessionario o committente;

  • le integrazioni direttamente connesse con i corrispettivi dovuti da altri soggetti.

 

 

 

L’elemento principale della base imponibile è senz’altro il prezzo pattuito tra compratore e venditore (nel caso di cessione di beni) o tra committente e prestatore di servizi (nel caso di prestazioni di servizi).

Il prezzo che dovrà costituire base imponibile dell’IVA è quello stabilito in contratto.

 

 

La concessione di eventuali sconti, premi o abbuoni può incidere sul calcolo della base imponibile.

 

Se lo sconto è incondizionato e previsto, sin dall’origine in contratto, esso va a ridurre la base imponibile.

Si parla di sconto incondizionato quando il cedente o il prestatore di servizi lo accorda al cliente a prescindere dal verificarsi di qualsiasi condizione.

 

Qualora, invece, lo sconto dovesse essere condizionato la sua concessione è subordinata al verificarsi di una certa condizione, come accade di frequente quando lo sconto viene concesso nel caso di pagamento entro un certo periodo di tempo.

Il trattamento dello sconto condizionato è variabile.

 

Se lo sconto condizionato è previsto nelle originarie condizioni contrattuali, si possono seguire due strade:

 

  • si emette una fattura la cui base imponibile è costituita dal prezzo pattuito senza tenere conto dell’eventuale sconto. Se la condizione, a cui è subordinata la concessione dello sconto, si verifica si emette una nota credito per l’ammontare dello sconto;

  • si emette una fattura la cui base imponibile è costituita dal prezzo pattuito al netto dello sconto. Se la condizione, a cui è subordinata la concessione dello sconto, non si verifica si emette una fattura integrativa per l’ammontare dello sconto.

 

Lo sconto condizionato o meno, non previsto nelle originarie condizioni contrattuali, ma stabilito successivamente tra le parti, dà diritto all’emissione di una nota di variazione entro un anno dall’effettuazione dell’operazione (art.26, comma 2, DPR 633/72).

 

Lo sconto può essere concesso anche in natura. La sua disciplina è prevista dall’art.15 del DPR 633/72 che stabilisce che, i beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono in conformità delle originarie condizioni contrattuali, eccettuati quelli soggetti ad aliquote superiori a quella della merce venduta, sono esclusi dalla formazione della base imponibile.

 

 

Concorrono a formare la base imponibile anche gli oneri e le spese inerenti l’esecuzione del contratto accollati al cessionario o committente quali spese di trasporto, di montaggio, di posa in opera, ecc..

 

 

Inoltre nel calcolo della base imponibile si tiene conto di eventuali debiti o altri oneri verso terzi accollati al commissario o committente (come nel caso dei costruttori di fabbricati che cedono immobili gravati da mutui e che devono assoggettare ad IVA l’intero valore del fabbricato e non il suo valore al netto del mutuo)  e le integrazioni direttamente connesse con i corrispettivi dovuti da altri soggetti (si tratta di contributi, integrazioni e maggiorazioni di prezzo).

 

 

Sono, invece, esclusi dalla base imponibile, in base a quanto stabilito dall'art.15 del decreto istitutivo dell'IVA, oltre agli sconti in natura visti poc’anzi, anche:

 

  • gli interessi di mora, le penalità per ritardi o irregolarità nell'adempimento degli obblighi di contratto da parte del compratore. Va ricordato che gli interessi per dilazione di pagamento sono, invece, esenti ai sensi dell'art.10 del D.P.R.633/73;

  • le somme anticipate in nome e per conto dell'acquirente del bene o del servizio. Le spese documentate anticipate dal venditore per conto dell'acquirente e che inequivocabilmente risultino dal contratto a carico del compratore restano escluse dal conteggio dell'Iva;

  • l'importo degli imballaggi per i quali è pattuita la resa.

 

 

 

 

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