IAS 38 E COSTI DI IMPIANTO

COSA PREVEDONO I PRINCIPI CONTABILI INTERNAZIONALI IN MERITO AI COSTI DI IMPIANTO

Aggiornato al 25.10.2008

Lo IAS 38 prevede che non vengano mai capitalizzate alcune spese pluriennali tra le quali quelle di avviamento di un’attività o di un’azienda. Questi costi, dunque, devono essere rilevati al Conto economico nell’esercizio di sostenimento, a meno che non possano essere fatti rientrare nell’avviamento. A tale proposito non sono capitalizzabili i costi di impianto ed avviamento, le spese di ricollocamento e di riorganizzazione di tutta o di parte di un’impresa, i costi di start-up e neppure i costi per la formazione del personale che, invece, sono capitalizzabili a determinate condizioni secondo i principi contabili nazionali.

Sempre secondo gli IAS, i costi che l’impresa sostiene in occasione di aumento del capitale sociale, come le spese notarili, le imposte di bollo e di registro, costi per il collocamento in borsa delle azioni, ecc.., non vanno né portati a Conto economico come costi dell’esercizio, né capitalizzati come oneri pluriennali, bensì essi devono andare a rettificare il valore del patrimonio netto a condizione che l’operazione vada a buon fine.

La rettifica va operata su una riserva di capitale, prioritariamente l’eventuale riserva sovrapprezzo azioni. In caso contrario tali oneri devono essere considerati dei costi da imputare a Conto economico.

Esempio:
pagate in contanti imposte di registro a seguito dell’aumento del capitale sociale.


Capitalizzazione dei costi di impianto

 
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