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  Spese di rappresentanza - le regole attuali e quelle precedenti per la loro deducibilità fiscale 

 

 

 
 
 
Aggiornato al 05.09.2016

 

L’art.108 del TUIR disciplina le spese di pubblicità e quelle di rappresentanza. Di seguito analizzeremo le regole relative alla deducibilità delle sole spese di rappresentanza e come tale deducilità è cambiata nel corso del tempo.

 

 

L'attuale disciplina

A partire dal 01.01.2016 le spese di rappresentanza sono deducibili nel periodo d’imposta di sostenimento, a condizione che esse presentino il requisito della inerenza ed entro determinati limiti.

 

E' interamente deducibile il costo degli omaggi di valore unitario non superiore a 50,00 euro.

 

 

 

La disciplina prima del 2016

Prima delle modifiche apportate all'art.108 del TUIR dal D.Lgs. 147/2015 

le spese di rappresentanza erano deducibili nel periodo d’imposta di sostenimento, a condizione che esse presentassero il requisito della inerenza e quello della congruità ed entro determinati limiti inferiori rispetto a quelli attuali.

 

 

 

Le disposizioni precedenti alla Finanziaria 2008

Vediamo quale era il trattamento tributario delle spese di rappresentanza prima della finanziaria 2008.

 

Tali spese era ammesse in deduzione solamente nella misura di un terzo del loro ammontare. La deduzione ammessa andava ripartita in quote costanti nell'esercizio in cui la spesa era stata sostenuta e nei quattro esercizi successivi.

 

Esempio:

 

Spese di rappresentanza sostenute nell’esercizio

 

1.800

Quota deducibile complessivamente deducibile

1.800 : 3

600

Quota deducibile 1° esercizio

600: 5

120

Quota deducibile 2° esercizio

600: 5

120

Quota deducibile 3° esercizio

600: 5

120

Quota deducibile 4° esercizio

600: 5

120

Quota deducibile 5° esercizio

600: 5

120

 

Tra le spese di rappresentanza erano espressamente incluse dal legislatore tributario:

  • le spese sostenute per i beni distribuiti gratuitamente, anche se recano emblemi, denominazioni o altri riferimenti atti a distinguerli come prodotti dell'impresa;

  • i contributi erogati per l'organizzazione di convegni e simili.

 

Per ciò che concerne i beni distribuiti gratuitamente, occorre precisare che se il loro valore unitario non superava 25,82 euro il costo era deducibile interamente nell’esercizio di competenza.

 

 

 
   

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