RISARCIMENTI ASSICURATIVI

MOMENTO DELLA LORO CONTABILIZZAZIONE IN BILANCIO

Aggiornato al 11.02.2013

Il principio contabile nazionale n.11 elenca quelli che sono i postulati ai quali bisogna attenersi nella predisposizione del bilancio e delle singole poste.

Tra essi abbiamo quello della prudenza e quello della competenza.

Nel principio contabile in esame si legge: il principio della prudenza si estrinseca nella regola secondo la quale i profitti non realizzati non devono essere contabilizzati, mentre tutte le perdite anche se non definitivamente realizzate devono essere riflesse in bilancio.

Sempre nello stesso principio contabile, in merito al principio della competenza si legge: l’effetto delle operazioni e degli altri eventi deve essere rilevato contabilmente ed attribuito all’esercizio al quale tali operazioni ed eventi si riferiscono e non a quello in cui si concretizzano i relativi movimenti di numerario (incassi e pagamenti).

Vediamo in che modo questi principi vanno applicati qualora occorra rilevare un risarcimento assicurativo.

Il risarcimento assicurativo deve essere rilevato contabilmente e iscritto in bilancio solamente nel momento in cui l’erogazione dell’importo è stata definitivamente concordata con la compagnia di assicurazioni e risulta da una liquidazione definitiva.


Esempio:
sinistro verificatosi nell’anno x.
Liquidazione definitiva avvenuta nell’anno x+1.
Rilevazione del risarcimento assicurativo nell’esercizio x+1.

Tuttavia gli amministratori della società possono ritenere più opportuno rilevare l’indennizzo già nel bilancio relativo al periodo di competenza nel quale si è verificato il sinistro.


Esempio:
sinistro verificatosi nell’anno x.
Al termine dell’esercizio x non vi è ancora la liquidazione definitiva del sinistro da parte dell’assicurazione.
Rilevazione del credito nei confronti dell’assicurazione e del ricavo per risarcimento assicurativo nell’esercizio x.

Questa soluzione rende necessario da parte degli amministratori documentare e valutare molto attentamente l’importo da iscrivere in bilancio ed eventualmente, se esiste il collegio sindacale, ottenere l’ avallo da parte dell’organo di controllo.

Nel caso in cui l’impresa opti per questa seconda soluzione potrebbe accadere che, al momento dell’effettivo pagamento dell’indennizzo, la somma erogata risulti essere minore o maggiore rispetto al ricavo precedentemente imputato a Conto economico, rendendo così necessario la rilevazione di un componente straordinario di reddito.


Esempio:
sinistro verificatosi nell’anno x.
Al termine dell’esercizio x non vi è ancora la liquidazione definitiva del sinistro da parte dell’assicurazione.
Gli amministratori, tuttavia, ritengono opportuno rilevare al termine dell’esercizio x un credito nei confronti dell’assicurazione per 10.000 euro e un ricavo per risarcimento assicurativo di pari importo.
Nell’esercizio x+1 l’assicurazione paga un indennizzo di 9.500 euro.

Nell’esercizio x l’impresa avrà registrato la scrittura:


Scritture relative agli indennizzi assicurativi

Nell’esercizio x+1 l’impresa registrerà:


Scritture relative agli indennizzi assicurativi

Il conto Insussistenze passive accoglie il minor valore dei ricavi conseguiti.


Se invece, fermo restando che l’impresa ha contabilizzato nell’anno x un credito verso l’assicurazione e un ricavo per indennizzi di 10.000 euro, l’assicurazione paga nell’esercizio x+1 un indennizzo di 10.300 euro, nell’esercizio x+1 l’impresa registrerà:


Scritture relative agli indennizzi assicurativi

Il conto Sopravvenienze attive accoglie i nuovi ricavi che si sono aggiunti ai precedenti.

 
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