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  Contabilizzazione delle provvigioni non di competenza - come occorre comportarsi, in contabilità, con riferimento alle provvigioni passive dovute all'agente ma di competenza di un esercizio successivo

 

 

 
 
 
Approfondimento del 02.12.2016

 

Immaginiamo che l'agente Rossi abbia raccolto un ordine per conto della ditta mandante Alfa Srl. Supponiamo che l'ordine sia stato concluso a fine dicembre dell'anno x, ma la merce sarà consegnata dalla ditta Alfa Srl al proprio cliente nell'anno x+1.

La provvigione spettante all'agente sarà:

  • per l'agente Rossi di competenza dell'esercizio x, dato che nei suoi confronti è rilevante, ai fini della determinazione della competenza, il momento di conclusione del contratto;

  • per il preponente Alfa Srl di competenza dell'esercizio x+1, dato che per essa è rilevante, ai fini della determinazione della competenza, il momento della consegna dei beni.

 

Ora chiediamoci come si deve comportare, contabilmente, la ditta mandante al termine dell'esercizio x.

Essa potrà adottare due diverse soluzioni:

  • la prima soluzione consiste nel non rilevare alcun costo al termine dell'esercizio x, poiché le provvigioni passive dovute all'agente Rossi non sono di competenza del periodo, quindi saranno rilevate nell'esercizio x+1 quando si manifesteranno i relativi ricavi;

  • la seconda soluzione consiste invece nel rilevare i costi per le provvigioni passive e sospenderli rinviandoli all'esercizio successivo quando si manifesterà la loro competenza economica.

In questo secondo caso la ditta mandante dovrà registrare al momento del ricevimento dell'ordine:

Provvigioni passive

a

Debiti v/fornitori

 

….

 

 

 

 

 

Successivamente, al 31/12 dell'anno x, dovrà andare a sospendere il costo e rinviarlo al futuro esercizio con una scrittura del tipo:

Costi anticipati

a

Provvigioni passive

 

….

 

 

 

 

 

Alla riapertura dell'esercizio x+1 si dovrà andare ad imputare il costo di competenza con la scrittura:

Provvigioni passive

a

Costi anticipati

 

….

 

 

 

 

 

In questo modo il costo sostenuto per le provvigioni passive andrà a concorrere alla formazione del reddito dell'esercizio x+1.

 
   

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