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I professionisti determinano il reddito
secondo il principio di cassa: ciò significa che il reddito di lavoro
autonomo è dato dalla differenza tra i compensi percepiti nel periodo
di imposta, sia in denaro che in natura, e l’ammontare delle spese
sostenute nello stesso periodo nell’esercizio dell’arte o della
professione.
I compensi devono essere assunti al netto dei
contributi previdenziali e assistenziali posti dalla legge a carico del
soggetto che li corrisponde. Tra i compensi si comprendono anche quelli
percepiti sotto forma di partecipazione agli utili.
Tavola 1 – Criterio analitico di
determinazione del reddito
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Compensi percepiti al netto dei contributi
previdenziali e assistenziali posti dalla legge a carico del soggetto
che li corrisponde
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- |
Spese sostenute nell’esercizio dell’arte o della
professione
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= |
Reddito di lavoro autonomo |
A titolo di esempio, nelle tabelle
sottostanti, si riportano i principali compensi che possono concorrere alla
formazione del reddito di lavoro autonomo e quelli che sono esclusi dal
reddito di lavoro autonomo.
Tavola 2 – Compensi che concorrono alla
formazione del reddito di lavoro autonomo
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Compensi in denaro e in natura (inclusi gli
acconti) |
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Partecipazione agli utili |
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Spese rimborsate (escluse quelle anticipate o
sostenute in nome e per conto del cliente e documentate analiticamente) |
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Interessi moratori e interessi per dilazioni di
pagamento |
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Proventi conseguiti in sostituzione di redditi
derivanti dall’esercizio di arti e professioni (es. indennità di
maternità) |
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Indennità conseguite, anche in forma assicurativa,
per il risarcimento di danni consistenti nella perdita dei redditi
professionali (escluse le indennità relative a redditi prodotti in più
esercizi per le quali è prevista la tassazione separata) |
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Plusvalenze conseguite in seguito alla cessione di
beni con esclusione degli oggetti d’arte, di antiquariato e da
collezione (regola applicabile dal 1° gennaio 2007). |
Tavola 3 – Compensi che non concorrono alla
formazione del reddito di lavoro autonomo
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Contributo previdenziale addebitato al cliente in
parcella |
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Indennità per danni dipendenti da invalidità
permanente o morte |
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Interessi attivi maturati sui conti correnti
bancari e postali |
Le spese sono deducibili solamente se
esse sono inerenti l’esercizio dell’arte o della professione, se si
tratta di spese effettivamente sostenute ed adeguatamente
documentate. Nella tabella sottostante sono riportate, a titolo di
esempio, alcune spese deducibili.
Tavola 4 – Spese deducibili dal reddito di
lavoro autonomo
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Compensi corrisposti a terzi per servizi inerenti
l’esercizio dell’arte o della professione |
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Costi relativi al personale dipendente |
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Interessi passivi per dilazioni di pagamento
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Interessi passivi per finanziamenti contratti in
relazione all’attività professionale |
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Premi di assicurazione per rischi inerenti
l’attività professionale |
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Spese inerenti la gestione dello studio
professionale (affitto, luce, gas, telefono, ecc..) |
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Minusvalenze subite in seguito alla cessione di
beni con esclusione degli oggetti d’arte, di antiquariato e da
collezione (regola applicabile dal 1° gennaio 2007). |
Per talune spese è prevista una deducibilità
limitata. Nella tabella sottostante sono riportate alcune delle spese per le
quali è prevista una limitazione alla deducibilità dal reddito di lavoro
autonomo con l’indicazione della parte deducibile.
Tavola 5 – Spese limitatamente deducibili
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Spesa |
Deducibilità |
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Prestazioni alberghiere
Somministrazione di alimenti e bevande |
Fino al 2% dei compensi |
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Spese di rappresentanza |
Fino all’1% dei compensi |
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Spese di partecipazione a convegni congressi e
simili
Spese di partecipazione a corsi di aggiornamento
professionale |
50% della spesa |
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Trasferte dei dipendenti |
Fuori del territorio comunale, ma in Italia:
massimo180,76 euro al giorno
All’estero: massimo 258,23 al giorno |
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