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  Finanziamenti dei soci e imposta di registro - quando l’operazione di finanziamento da parte dei soci a favore della società è soggetto ad imposta di registro e in che misura

 

 

 
 

 
Approfondimento del 13.10.2011

 

Vediamo di seguito, attraverso l’uso di una tabella, in quali casi il versamento effettuato da un socio a favore della società a titolo di finanziamento o in conto capitale, comporta il pagamento dell’imposta di registro e in quale misura.

 



 

OPERAZIONE

REGISTRAZIONE

IMPOSTA DI REGISTRO

Finanziamenti dei soci:

Risultanti da atto pubblico, scrittura privata autenticata, scrittura privata non autenticata

Socio finanziatore privato: l’atto deve essere registrato entro 20 giorni dalla sua data

Imposta di registro dovuta nella misura del 3%

Socio finanziatore società: l’atto deve essere registrato solamente in caso d’uso

Non è dovuta l’imposta di registro.

In caso d’uso l’imposta di registro è dovuta in misura fissa pari a 168 euro.

 

Risultante da corrispondenza

L’atto deve essere registrato solamente in caso d’uso

Non è dovuta l’imposta di registro.

 

In caso d’uso si applica l’imposta di registro nella misura:

socio finanziatore privato -  3%;

socio finanziatore società - 168 euro.

 

Contratto verbale

Non vi è registrazione

Non è dovuta l’imposta di registro.

 

Versamenti in conto capitale:

 

Risultante da:

verbale dell’assemblea ordinaria;

corrispondenza

L’atto non deve essere registrato

Non è dovuta l’imposta di registro.

 

In caso di successiva delibera dell’assemblea straordinaria di aumento del capitale sociale è dovuta l’imposta di registro.

 

 

Per registrazione in caso d’uso s’intende il caso in cui il documento viene presentato alle autorità competenti per decisioni giudiziali.

 

 

Va precisato che la Corte di cassazione, con la sentenza n.15585 del 30/06/2010, ha stabilito che l’imposta di registro si applica nella misura del 3% nel caso di un precedente finanziamento da parte dei soci, non registrato in quanto risultante da un accordo verbale o da corrispondenza, e successivamente richiamato in un verbale di assemblea straordinaria nel quale si rinuncia a tale finanziamento per poter coprire delle perdite.

 

Il principio al quale si è richiamata la Corte di cassazione è quello contenuto nell’art.22 del DPR 131/1986, che disciplina per l’appunto l’imposta di registro. Tale articolo precisa che se in un atto sono enunciate disposizioni contenute in atti scritti o in contratti verbali non registrati e posti in essere tra le stesse parti intervenute nell’atto che contiene l’enunciazione, l’imposta si applica anche alle disposizioni enunciate. 

 

 
   

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