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Nelle
riclassificazioni del Conto economico, la voce Oneri finanziari
dovrebbe comprendere non solo gli interessi espliciti, ma anche quelli
impliciti.
Come
è noto sono interessi espliciti, quegli interessi palesemente
pattuiti tra le parti: ad esempio l’interesse su un mutuo ricevuto da una
banca, l’interesse espressamente concordato tra l’impresa e un fornitore
per l’ottenimento di una forma di pagamento particolarmente dilazionata, e
così via.
Sono,
invece, interessi impliciti, gli interessi pagati, di fatto,
per l’ottenimento di un finanziamento, ma non espressamente
concordati tra le parti.
Un
esempio tipico di interesse implicito è costituto dal maggior prezzo pagato
ad un fornitore per l’acquisto di una merce al fine di ottenere una
dilazione di pagamento.
Ma
sono interessi impliciti anche quelli compresi nel finanziamento ottenuto
attraverso il TFR.
Come
si accennava poc’anzi, nel riclassificare il Conto economico, si dovrebbe
tenere conto anche degli interessi impliciti.
Esempio.
Supponiamo
che la nostra azienda ha pagato, per l’acquisto di una merce, un prezzo di
510 euro per ottenere una dilazione di pagamento, contro il prezzo
normalmente praticato dal fornitore di 500 euro per pagamenti pronta cassa.
Nel
riclassificare il Conto economico dovremmo mettere:
costo
di acquisto delle merci 500
oneri
finanziari 10
Tuttavia,
nella pratica, tale scorporo è piuttosto difficoltoso, per cui spesso si
finisce con il non effettuarlo.
E’
evidente che, mancando lo scorporo, gli oneri finanziari indicati nel
Conto economico risultano sottostimati, poiché indicano i soli oneri
espliciti.
D’altra
parte risulta sottostimato anche il risultato operativo
complessivo. Quest’ultimo, infatti, è un risultato economico
intermedio che non tiene conto di tre categorie di componenti di reddito:
-
componenti
di reddito attinenti alla gestione finanziaria dell’impresa
(oneri e proventi finanziari);
-
componenti
di reddito attinenti alla gestione straordinaria dell’impresa
(oneri e proventi straordinari);
-
imposte
sul reddito.
Esempio.
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Senza
scorporo di interessi
impliciti
|
Con
scorporo di interessi impliciti
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Ricavi
delle vendite
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2.000
|
2.000
|
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-
Costo di acquisto delle merci
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510
|
500
|
|
=
Risultato operativo caratteristico
|
1.490
|
1.500
|
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+
Proventi netti da investimenti accessori
|
100
|
100
|
|
=
Risultato operativo globale
|
1.590
|
1.600
|
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-
Oneri finanziari
|
0
|
10
|
|
+
Componenti straordinari di reddito positivi
|
300
|
300
|
|
-
Imposte sul reddito
|
200
|
200
|
|
Risultato
netto
|
1.690
|
1.690
|
Come
conseguenza di tutto ciò, non effettuando lo scorporo degli oneri
finanziari impliciti, finirebbero con l’essere sottostimati gli
indici che vedono a numerato gli oneri finanziari o il risultato operativo
globale, come l’indice di onerosità del capitale di credito
(rapporto tra oneri finanziari e capitale di terzi) o il ROI
(rapporto tra risultato operativo globale e capitale investito).
Per
questa ragione, alcuni autori propongono una variante di tali formule che
permetterebbe di ovviare al problema dello scorporo degli interessi
impliciti: si tratta di porre, al denominatore delle formule
consuete, dei valori al netto dei finanziamenti ottenuti che
prevedono degli interessi impliciti.
Partiamo
dal ROI. Esso comunemente è espresso nel modo seguente:
ROI
= Ro / K
dove
Ro
= risultato operativo globale
K
= capitale investito in media nell’esercizio
Con
la nuova formulazione diverrebbe:
ROI
= Ro/ (K – Ti)
Dove
Ti = valore medio dei finanziamenti indiretti ad interesse implicito.
L’indice
di onerosità del capitale di credito, che normalmente è indicato con
la formula:
i
= Of/ T
dove:
i
= onerosità del capitale di credito
Of
= oneri finanziari
T
= capitale di terzi attinto, in media, nel periodo
diverrebbe:
i
= Of/(T – Ti)
A
variare sarebbero anche gli indici che prevedono al numeratore il capitale
di terzi.
Così,
l’indice di indebitamento, che nella forma diretta, si
presenta come
Rapporto
di indebitamento, forma diretta = T/ N
dove:
T
= capitale di terzi attinto, in media, nel corso dell’esercizio
N
= capitale di proprietà utilizzato, in media, nel periodo
mentre
nella forma indiretta è dato da
Rapporto
di indebitamento, forma indiretta = K/ N
dove:
K
= capitale investito, in media, nel corso dell’esercizio
N
= capitale di proprietà utilizzato, in media, nel periodo
diverrebbero,
rispettivamente:
forma
diretta = (T – Ti) / N
forma
indiretta = (K – Ti) / N
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