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Ammortamento avviamento - le disposizioni fiscali in materia di ammortamento del valore di avviamento

 

 

 

 

 

Approfondimento del  14.02.2009

 

L’ammortamento dell’avviamento è disciplinato dalle norme fiscali all’art.103 del TUIR il quale stabilisce che le quote di ammortamento del valore di avviamento iscritto nell’attivo del bilancio sono deducibili in misura non superiore a 1/18 del valore stesso.

 

Occorre sottolineare che l’iscrizione in bilancio rappresenta il presupposto anche per il calcolo delle quote di ammortamento fiscale. Inoltre, mentre per le altre immobilizzazioni immateriali, l’ammortamento deducibile è commisurato al costo della stessa, per l’avviamento la quota di ammortamento deducibile è commisurata al valore iscritto in bilancio.

 

La presenza dei requisiti civilistici e di quelli richiesti dall’Oic24, rappresentano anche i presupposti per la deducibilità fiscale delle quote di ammortamento relative all’avviamento.

L’Agenzia delle entrate, in maniera conforme a quanto stabilito dai principi contabili nazionali, ha affermato che l’avviamento può essere iscritto in bilancio qualora derivi da un’operazione di acquisizione di un’azienda, da fusione o scissione. Inoltre, l’acquisto si deve considerare a titolo oneroso anche quando non viene corrisposto un prezzo per l’acquisizione dell’azienda o del ramo aziendale (come ad esempio si può verificare nell’ipotesi di permuta), come pure se manca una esplicita indicazione della parte di costo imputata ad avviamento (R.M. 154 del 15/12/2004).

 

L’Agenzia delle entrate, rifacendosi a quanto previsto dai principi contabili nazionali, sottolinea che l’avviamento deve essere iscritto in bilancio solamente se esso ha un valore quantificabile e un’utilità differita nel tempo. Inoltre ribadisce la necessità di verificare nei bilanci successivi alla sua iscrizione che permanga la sua  capacità di generare  benefici  economici futuri procedendo, in caso contrario, alle necessarie variazioni di valore che avrebbero effetto anche sul valore fiscalmente ammortizzabile (RM 154 del 15.12.04).

 

Si sottolinea poi che la norma fissa un limite massimo all’ammortamento lasciando la possibilità di operare ammortamenti anche inferiori rispetto a tale limite. Se l’ammortamento fiscale è effettuato in misura inferiore rispetto a quello civilistico, la differenza è recuperabile negli esercizi successivi poiché si tratterebbe di componenti negativi di reddito dedotti in precedenti esercizi.

 

Si è detto in precedenza che l’avviamento va ammortizzato in quote non superiori alla diciottesima parte del  valore iscritto in bilancio. La norma in esame è stata oggetto di modifiche a seguito dell’entrata in vigore della L.266/2005. In precedenza l’ammortamento era deducibile in quote non superiori alla decima parte del valore dell’avviamento.

 

L’Agenzia delle entrate ha chiarito che la nuova misura deve essere applicata a partire dal periodo d’imposta 2005 anche con riferimento alle residue quote di ammortamento del costo sostenuto per avviamento in periodi d’imposta  precedenti al 2005 e non ancora completamente ammortizzate. A tale proposito non si rende necessario rideterminare le quote di ammortamento in modo da completare l’ammortamento in un arco temporale di 18 esercizi a partire da quello di iscrizione (CM 10 del 13/03//2006).

 

Si ipotizzi la seguente situazione:

anno 2000

avviamento iscritto in bilancio 54.000

Calcolo quote di ammortamento

Anno

Quota di ammortamento

Anno

Quota di ammortamento

2000

54.000 : 10 = 5.400

2009

54.000 : 18 = 3.000

2001

54.000 : 10 = 5.400

2010

54.000 : 18 = 3.000

2002

54.000 : 10 = 5.400

2011

54.000 : 18 = 3.000

2003

54.000 : 10 = 5.400

2012

54.000 : 18 = 3.000

2004

54.000 : 10 = 5.400

2013

54.000 : 18 = 3.000

2005

54.000 : 18 = 3.000

 

 

2006

54.000 : 18 = 3.000

 

 

2007

54.000 : 18 = 3.000

 

 

2008

54.000 : 18 = 3.000

 

 

 

In caso di svalutazione o rivalutazione del valore dell’avviamento iscritto in bilancio occorre procedere a rideterminare la quota di ammortamento fiscalmente deducibile tenendo conto della variazione del valore dell’avviamento e del periodo residuo di ammortamento dello stesso (RM 154 del 15/12/2004).

 

Si ipotizzi la seguente situazione:

 

Anno

Operazione

Valore contabile prima dell’ammortamento

Ammortamento deducibile

Valore contabile netto

003

Iscrizione in bilancio

2.100

2.000 : 10 = 210

1.890

2004

Svalutazione

90

 

1.800

2004

Ammortamento

1.800

1.800: 1/9 = 200

1.600

 

 

Dopo l’operazione di svalutazione, o di rivalutazione, l’ammortamento dell’avviamento deve essere determinato applicando un’aliquota  non superiore al  reciproco  del periodo  di  ammortamento minimo consentito meno il numero di esercizi per i quali il relativo ammortamento è già stato dedotto dal reddito imponibile. 

 

   

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