AVVIAMENTO

COSA SI PUÒ ISCRIVERE IN BILANCIO ALLA VOCE AVVIAMENTO

Aggiornato al 14.02.2009

L’espressione avviamento può essere usata con due diversi significati:

  • l’avviamento internamente generato costituito da un insieme di qualità positive che un’impresa in funzionamento presenta rispetto ad una di nuova costituzione e che si concretizzano in una struttura organizzativa già collaudata, nell’uso di risorse umane addestrate, in una clientela affezionata e così via;
  • l’avviamento acquisito a titolo oneroso, cioè ottenuto per effetto dell’ acquisizione di un’azienda (acquisto di un’impresa, apporto, fusione o scissione).

Per espressa previsione del legislatore, l’avviamento generato internamento non può mai essere capitalizzato.

L’acquisizione a titolo oneroso dell’avviamento non rappresenta di per sé una condizione sufficiente per iscrivere l’avviamento tra le attività dello Stato patrimoniale, in quanto è necessario anche che l’avviamento possa garantire dei benefici economici futuri. Inoltre, l’Oic24, prevede che l’avviamento possa essere iscritto in bilancio solamente se il suo valore è quantificabile, cioè se tale valore è incluso nel corrispettivo pagato per acquisire un’azienda o un ramo di essa o una partecipazione.


Condizioni necessarie per l’iscrizione dell’avviamento in bilancio:

Acquisito a titolo oneroso
Consenso del collegio sindacale, se esiste
Previsione di benefici economici futuri
Valore quantificabile


Anche per i principi contabili internazionali l’iscrizione dell’avviamento in bilancio non può che avvenire a seguito di un’operazione di business combination, espressione questa con la quale si intendono gli acquisti di aziende o di rami aziendali, i loro conferimenti, le fusioni e scissioni.

Dunque l’avviamento generato internamente dall’azienda non può essere, in nessun caso, contabilizzato.

 
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