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  Valutazione e ammortamento diritti di brevetto - le regole del Codice civile, dei principi contabili nazionali ed internazionali

 

 

 
 
Approfondimento del 07.01.2009

 

Il Codice civile non fissa per i diritti di brevetto dei criteri particolari di valutazione, come accade invece per gli oneri pluriennali (costi di impianto e ampliamento e costi di sviluppo), o per l’avviamento. Neppure sono stabilite regole particolari per l’ammortamento del costo.

 

Di conseguenza occorre far riferimento ai criteri generali stabiliti per tutte le immobilizzazioni. Dunque la valutazione andrà fatta al criterio del costo (di acquisto o di produzione a seconda della modalità di acquisizione del bene immateriale). Trattandosi di immobilizzazioni la cui utilizzazione è limitata nel tempo il costo dovrà essere ammortizzato sistematicamente in relazione con la residua possibilità di utilizzazione. Inoltre i beni immateriali che alla data di chiusura dell’esercizio, dovessero risultare di valore durevolmente inferiore dovrebbero essere svalutati.

 

Nel caso in cui l’azienda ottenga direttamente il brevetto, il costo da iscrivere in bilancio è dato dal costo di produzione interna e dai costi accessori relativi alla domanda e all'ottenimento del brevetto nei limiti in cui tali costi potranno essere recuperati attraverso l'utilizzo.

 

Nel caso di acquisto del brevetto da terzi a titolo oneroso, il costo da capitalizzare è, come di consueto, il costo di acquisto  aumentato degli oneri accessori, inclusi i costi di progettazione e i costi per gli studi di fattibilità necessari per l'adattamento del brevetto e per la sua effettiva implementazione nel contesto operativo e produttivo dell'impresa.

 

Nell'ipotesi in cui il contratto di acquisto prevede, oltre al pagamento del corrispettivo iniziale una tantum, il pagamento di corrispettivi successivi aggiuntivi commisurati agli effettivi volumi di produzione o di vendite, tra le immobilizzazioni occorre iscrivere il solo costo pagato inizialmente. Le somme pagate negli esercizi successivi vanno imputati a Conto economico tra i costi di acquisto poiché sono correlati ai ricavi di tali esercizi.

 

Il costo del brevetto deve essere iscritto in bilancio nell’esercizio in cui si realizza il passaggio del titolo di proprietà

 

I principi contabili nazionali ritengano che possano essere iscritti tra i brevetti anche quelli ottenuti mediante licenza d'uso anche se per essi si potrebbe propendere anche per un’indicazione tra le altre immobilizzazioni immateriali (B.I.7).

 

Per quanto concerne il calcolo delle quote di ammortamento l’Oic24 precisa che la durata legale del brevetto rappresenta la durata massima del periodo di ammortamento con la conseguenza che si potranno verificare due situazioni diverse:

  • ammortamento effettuato per un periodo pari alla durata legale del brevetto se si ritiene che da esso si possano avere benefici economici per tutta tale durata;

  • ammortamento effettuato per un periodo inferiore alla durata legale del brevetto se si ritiene che da esso si possano avere benefici economici per un periodo inferiore.

 

Poiché determinare concretamente la possibilità di ottenere benefici economici futuri da un brevetto non è sempre agevole, di norma si preferisce effettuare l’ammortamento in base alla durata legale del brevetto, a meno che non ci siano situazioni tali che facciano ritenere si possa avere una rapida obsolescenza tecnica del brevetto.

 

La durata legale del brevetto rappresenta il periodo entro il quale occorre effettuare l’ammortamento anche nel caso in cui esso è direttamente collegato con l’utilizzo di determinati impianti che hanno una durata fisica più lunga.

 

Di norma le quote di ammortamento devono essere calcolate in modo costante, tuttavia ragioni prudenziali possono far propendere per quote di ammortamento decrescenti o commisurati alla produzione realizzata.

 

Al termine di ogni esercizio occorre effettuare un’analisi del valore residuo del brevetto e verificare se ci sono ancora le condizioni che giustificano una sua iscrizione in bilancio. In caso contrario occorre procedere ad una loro svalutazione.

 

Secondo gli IAS possono essere iscritti in bilancio solamente i diritti di brevetto industriali acquistati da terzi o utilizzati a seguito di licenza. I diritti di brevetto prodotti all’interno dell’impresa non sono invece capitalizzabili. 

 
   
   

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