RETRIBUZIONE DI FATTO

GLI ELEMENTI CHE LA COMPONGONO

Aggiornato al 04.04.2009

Si parla di retribuzione di fatto, per intendere tutti quegli elementi della retribuzione che hanno un carattere continuativo.

Essa è costituita da:

  • paga base;
  • indennità di contingenza;
  • scatti di anzianità;
  • assegni "ad personam" e "assegni di merito";
  • accordi aziendali;
  • III elemento;
  • I.V.C..

Il principale elemento della retribuzione è dato dalla paga base che prende anche il nome di minimo tabellare o retribuzione base. Essa varia a seconda del contratto collettivo applicabile e a seconda del livello riconosciuto al dipendente. La sua misura è, in genere, aumentata, ogni qual volta si verifica un rinnovo contrattuale.

L’indennità di contingenza è denominata anche contingenza o scala mobile. Essa è stata introdotta con l’obiettivo di salvaguardare il salario dalla perdita di potere di acquisto causata dall’inflazione: per questa ragione la sua entità veniva aumentata ogni trimestre. La contingenza è stata congelata nel 1991 e non ha subito più aumenti.

L’E.D.R. o Elemento Distinto della Retribuzione è stato introdotto nel momento in cui è stata congelata la scala mobile. Tale elemento spetta a tutti i dipendenti con eccezione dei dirigenti. Molti contratti collettivi prevedono il conglobamento dell’E.D.R. nell’indennità di condigenza che, quindi, comprende anche l’Elemento distinto della retribuzione.

Gli scatti di anzianità sono un elemento della retribuzione che premia la permanenza di un dipendente presso la stessa azienda. L’entità dello scatto varia a seconda del livello del dipendente e del numero di anni di permanenza nell’azienda. Gli scatti possono maturare ogni biennio, ogni triennio e così via a seconda di quanto previsto dal contratto collettivo. In genere, è previsto anche un numero massimo di scatti.

Nella maggior parte dei casi, esso decorre dal primo giorno del mese immediatamente successivo a quello in cui esso scatta.

Gli assegni ad personam, o superminimi, e gli assegni di merito sono elementi della retribuzione concessi, ai singoli dipendenti, in aggiunta a quanto previsto dal contratto collettivo. Infatti, il contratto individuale può sempre stabilire delle condizioni più favorevoli per il dipendente rispetto a quanto previsto dal contratto collettivo.

Gli assegni ad personam possono essere assorbiti da eventuali successivi incrementi della paga base. Ciò, tuttavia, può essere evitato dichiarando per iscritto, al momento della sua concessione, che esso non è assorbibile.

L’assegno di merito, invece, non può mai essere assorbito da eventuali aumenti della paga base.

Altro elemento della retribuzione è l’ accordo aziendale che viene corrisposto a tutti i lavoratori di un’azienda o ad alcune categorie di essa.

Il III elemento è un importo fisso assegnato a tutti i lavoratori dipendenti. La sua misura varia da provincia a provincia.

Qualora il contratto collettivo applicabile è scaduto e non è stato ancora rinnovato, si ha un periodo detto di vacanza contrattuale. In tale periodo viene assegnata, ai dipendenti, una indennità che prende il nome di I.V.C., ovvero Indennità di Vacanza Contrattuale.

Tutti gli elementi sin qui visti, vanno a formare la retribuzione di fatto.

La retribuzione spettante al dipendente può comprendere anche altri elementi, oltre quelli sin qui visti (come una tantum, gratifiche straordinarie, rimborsi spesi). Essi, non avendo un carattere di continuità, non entrano a far parte della retribuzione di fatto.

 
Gli altri approfondimenti sull’argomento:


EconomiAziendale.net

LezioniDiMatematica.net

DirittoEconomia.net

StoriaFacile.net

SchedeDiGeografia.net

LeMieScienze.net