VENDITA DI BENE STRUMENTALE GRAVATO DA CONTRIBUTO

CALCOLO DELLA PLUSVALENZA O MINUSVALENZA

Aggiornato al 20.10.2021

Vediamo, di seguito, come procedere nel calcolo della plusvalenza o minusvalenza in caso di vendita di un bene strumentale acquistato o costruito grazie ad un contributo in conto impianti erogato dallo Stato o da un altro ente pubblico.


Il calcolo della plusvalenza o minusvalenza risente del metodo seguito per la contabilizzazione del contributo.

Secondo la norma di comportamento n.155 dell'Associazione dei Dottori Commercialisti di Milano:

  • nel caso in cui sia stato utilizzato il metodo diretto di contabilizzazione, in base al quale il contributo viene portato in diretta diminuzione del costo di acquisto o di produzione del bene strumentale, la plusvalenza o la minusvalenza è data dalla differenza tra il corrispettivo percepito dalla vendita e il costo residuo;
  • nel caso in cui sia stato utilizzato il metodo indiretto di contabilizzazione, che prevede la rilevazione di un ricavo pluriennale che concorre alla formazione del reddito per la durata della vita utile del bene attraverso il metodo del risconto passivo, la plusvalenza o la minusvalenza è data dalla differenza tra il corrispettivo percepito dalla vendita e il costo residuo del bene.

    In questo caso andrà registrato anche un provento dato dalla quota di contributo in c/impianti rinviata ai futuri esercizi e rilevata nei risconti passivi.



Esempio:
la Alfa Srl acquista nell'esercizio x un impianto del costo di 30.000 euro grazie ad un contributo di 10.000 euro. La quota di ammortamento annua del bene è del 10% (per semplicità essa viene considerata per intero anche nel primo esercizio).
Nell'esercizio x+6 l'impresa cede l'impianto senza che ciò comporti la revoca del contributo in quanto la norma istitutiva prevede che l'impianto non può essere ceduto se non una volta decorsi 4 anni solari dalla data di acquisto. Il corrispettivo pattuito con il cliente è di 11.000 euro + IVA 22%.


METODO DIRETTO

Se viene impiegato il metodo diretto l'impianto viene rilevato in contabilità per l'importo di 20.000 euro (30.000 - 10.000). L'ammortamento annuo è pari a 2.000 euro (20.000 x 10%). Al termine dell'esercizio x+5 il fondo ammortamento ammonta a 12.000 euro (2.000 x 6).

Il valore netto dell'impianto è pari a 8.000 euro (20.000 - 12.000).

La plusvalenza conseguita in seguito alla cessione dell'impianto è pari a 3.000 euro (11.000 - 8.000).

Le scritture contabili da redigere al momento della vendita del bene strumetale sono:

Data Conto Importo Dare Importo Avere Descrizione
../../.... FONDO AMMORTAMENTO IMPIANTI 12.000   Stornato il f.do ammortamento impianti al conto impianti
../../.... IMPIANTI   12.000 Stornato il f.do ammortamento impianti al conto impianti

Data Conto Importo Dare Importo Avere Descrizione
../../.... CREDITI V/CLIENTI 13.420   Emessa fattura n.... del ... relativa alla vendita dell'impianto ....
../../.... IMPIANTI   8.000 Emessa fattura n.... del ... relativa alla vendita dell'impianto ....
../../.... PLUSVALENZE   3.000 Emessa fattura n.... del ... relativa alla vendita dell'impianto ....
../../.... IVA SU VENDITE   2.420 Emessa fattura n.... del ... relativa alla vendita dell'impianto ....


METODO INDIRETTO

Se viene impiegato il metodo indiretto l'impianto viene rilevato in contabilità per l'importo di 30.000 euro. L'ammortamento annuo è pari a 3.000 euro (30.000 x 10%). Al termine dell'esercizio x+5 il fondo ammortamento ammonta a 18.000 euro (3.000 x 6).

Il valore netto dell'impianto è pari a 12.000 euro (30.000 - 18.000).

La cessione dell'impianto determina una minusvalenza pari a 1.000 euro (12.000 - 11.000).

Inoltre, nel momento in cui l'impresa percepisce il contributo in conto impianti rileva un ricavo pluriennale di 10.000 euro. Poiché la vita utile del bene è di 10 anni (essendo l'aliquota di ammortamento del 10%) tale ricavo deve concorrere alla formazione del reddito dei successivi 10 esercizi (quindi 1.000 euro per ogni esercizio). Ciò verrà fatto rinviando al futuro la parte di ricavi non di compentenza dell'esercizio iscrivendo in bilancio un risconto passivo. Al termine del primo anno il risconto passivo relativo a ricavi per contributi che hanno avuto la loro manifestazione finanziaria, ma che non sono di competenza dell'esercizio ammonta a 9.000 euro (10.000 - 1.000). Al termine del secondo esso ammonta a 8.000 euro (9.000 - 1.000), al termine del terzo esercizio ammonta a 7.000 euro (8.000 - 1.000), mentre al termine del quarto ammonta a 6.000 euro (7.000 - 1.000), mentre la termine del quinto ammonta a 5.000 euro (6.000 - 1.000) e al termine del sesto ammonta a 4.000 (5.000 - 1.000).
L'importo di 4.000 euro deve essere eliminato dalla contabilità rilevando una insussistenza attiva.

Pertanto le scritture contabili da redigere al momento della vendita del bene strumetale sono:

Data Conto Importo Dare Importo Avere Descrizione
../../.... FONDO AMMORTAMENTO IMPIANTI 18.000   Stornato il f.do ammortamento impianti al conto impianti
../../.... IMPIANTI   18.000 Stornato il f.do ammortamento impianti al conto impianti

Data Conto Importo Dare Importo Avere Descrizione
../../.... CREDITI V/CLIENTI 13.420   Emessa fattura n.... del ... relativa alla vendita dell'impianto ....
../../.... MINUSVALENZE 1.000   Emessa fattura n.... del ... relativa alla vendita dell'impianto ....
../../.... IMPIANTI   12.000 Emessa fattura n.... del ... relativa alla vendita dell'impianto ....
../../.... IVA SU VENDITE   2.420 Emessa fattura n.... del ... relativa alla vendita dell'impianto ....

Data Conto Importo Dare Importo Avere Descrizione
../../.... RISCONTI PASSIVI 4.000   Stralciati dalla contabilità i risconti passivi relativi al contributo in c/impianti riferito all'impianto ceduto
../../.... INSUSSISTENZA ATTIVA   4.000 Stralciati dalla contabilità i risconti passivi relativi al contributo in c/impianti riferito all'impianto ceduto


Come si può notare:

  • con il primo metodo, a Conto economico, confluisce una pluslavenza di 3.000 euro;
  • con il secondo metodo, a Conto economico, confluisono una minusvalenza di 1.000 euro ed una insussistenza attiva di 4.000 euro.

Di conseguenza, l'impatto netto sul Conto econonomico è lo stesso.

 
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