CREDITI INCASSATI NON IN DENARO

COME VANNO VALUTATI IN BILANCIO

Aggiornato al 01.09.2017

Le parti possono concordare che un credito non venga incassato in denaro bensì con un’attività diversa. In questo caso la sua valutazione deve essere fatta al valore corrente realizzabile di mercato di tale attività.


Esempio:
la Alfa Srl vanta un credito di 7.000 euro nei confronti della ditta Rossi Mario. Le parti hanno concordato che il pagamento del credito avverrà con la cessione di un macchinario.
Il macchinario ha un valore corrente realizzabile di 6.500 euro.
La Alfa Srl iscrive il credito in bilancio per 6.500 euro.

Il contratto potrebbe anche prevedere che le parti scelgano, alla scadenza se estinguere il credito in denaro o con un’ attività diversa.

L’ultima versione dell’OIC 15 (quella del 2016) non prevede nulla in merito facendo ritenere che la valutazione debba essere fatta sempre e solamente in base al valore corrente realizzabile di mercato dell’attività.


La precedente versione dell’OIC 15 (quella del 2014) distingueva due ipotesi:

  • quando la scelta spettava al debitore, il creditore valutava il credito in bilancio al minor valore tra:
    • quello incassabile in contanti;

    e

    • il valore corrente dell’attività.

    al fine di rispettare il principio della prudenza;

  • quando la scelta spettava al compratore, egli valutava il credito in bilancio in base alla scelta che prevedeva di effettuare.

 
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