STRALCIO DEI CREDITI INESIGBILI

COSA ACCADE IN CONTABILITÀ SE UN CREDITO È INESIGIBILE

Aggiornato al 07.06.2008

La concessione di crediti ai clienti è usata dalle imprese con due scopi diversi:

  • favorire le vendite in modo da ampliarle;
  • essere preferiti rispetto alla concorrenza.

La concessione di crediti ai clienti può aumentare il rischio che si verifichino delle perdite su crediti.

Nel caso in cui, alla scadenza concordata, il cliente è inadempiente, è buona norma sollecitare il pagamento di quanto dovuto.

Nei casi in cui il debitore si trova nella temporanea impossibilità di pagare, l’impresa può concedere un rinnovo totale o parziale del credito. In questi casi può essere chiesto il rilascio di un effetto, inoltre al cliente possono essere addebitati gli interessi ed eventuali spese sostenute per il recupero del credito.

Nei casi nei quali la difficoltà del cliente non è solo momentanea è opportuno rivolgersi ad un legale per tentare il recupero del credito.

Sotto il profilo contabile, può essere utile distinguere i crediti già scaduti e il cui recupero è dubbio, dai restanti crediti verso clienti. Essi, quindi, possono essere stornati dal conto Crediti verso clienti e portati ad un conto Crediti insoluti o Crediti dubbi o Crediti in sofferenza.

Esempio:
La nostra impresa vanta un credito verso il cliente Rossi la cui riscossione è dubbia. Il credito ammonta a 10.000 euro e la pratica è stata passata già ad un legale.

Si può decidere di redigere la seguente scrittura in Partita Doppia:


Giroconto credito insoluto

In seguito, potrebbe accadere che il credito sia riscosso per intero. Qualora è possibile, si addebitano al cliente anche gli interessi di mora e le spese di riscossione del credito:

Esempio:
viene riscosso in contanti l’intero credito di 10.000 euro, più 300 euro di interessi di mora e 500 euro di spese sostenute per il recupero del credito


Riscossione credito insoluto

Potrebbe però accadere che il credito risulti, in tutto o in parte, inesigibile. In questi casi è necessario procedere allo stralcio della parte di credito che l’impresa non potrà riscuotere.

Due sono le situazioni che si possono verificare:

  1. il credito è riscosso solo in parte.

    Esempio:
    vengono riscossi in contanti solamente 3.000 euro.


    Riscossione parziale di credito insoluto

    La parte restante di 7.000 euro rappresenta un credito inesigibile che deve essere stralciato dalla contabilità.

    Per poter procedere allo stralcio occorre, innanzitutto, individuare l’anno in cui è sorto il credito. Le ipotesi possibili sono due:

    • il credito è sorto nello stesso anno in cui si procede al suo stralcio.
      In questo caso è necessario far gravare la perdita sull’esercizio, in quanto essa è di competenza dello stesso. La scrittura da redigere è la seguente:


      Credito inesigibile sorto nello stesso anno



      Il questo modo il conto “crediti insoluti” risulta chiuso.
    • il credito è sorto in anni precedenti rispetto a quello nel quale si procede allo stralcio.
      In questo caso bisogna verificare se esiste un fondo svalutazione crediti sufficiente alla copertura del credito da stralciare o meno.
      • Ipotizziamo che l’entità del fondo sia tale da consentire la copertura della perdita. Avremo:


        Credito inesigibile sorto in anni precedenti


      • Se, invece, l’entità del fondo è tale da non consentire l’intera copertura della perdita, si dovrà utilizzare il fondo disponibile per intero e per la parte restante rilevare una sopravvenienza passiva in quanto ci troviamo di fronte ad un costo che l’impresa non ha rilevato nell’esercizio di competenza.

        Supponiamo, quindi, che il fondo svalutazione crediti ammonti a 6.000 euro. Avremo:


        Credito inesigibile sorto in anni precedenti


        Anche in questo caso, al termine delle scritture il conto “crediti insoluti” risulta chiuso.

    • La seconda situazione che si può verificare è che il credito sia completamente inesigibile.
      Esempio:
      viene stralciato per intero il credito inesigibile di 10.000 euro


      Anche in questo caso occorre individuare l’anno in cui è sorto il credito.
      • Se il credito è sorto nello stesso anno in cui si procede al suo stralcio, occorre far gravare la perdita sull’esercizio di competenza:


        Credito inesigibile sorto nello stesso anno

      • Se, invece, il credito è sorto negli anni precedenti rispetto a quello nel quale si procede allo stralcio, occorre verificare se esiste un fondo svalutazione crediti sufficiente alla copertura del credito da stralciare o meno.
        • Qualora l’entità del fondo sia tale da consentire la copertura della perdita, si utilizzerà esclusivamente il fondo:


          Credito inesigibile sorto negli anni precedenti

        • In caso contrario si dovrà utilizzare il fondo disponibile per intero e per la parte restante rilevare una sopravvenienza passiva (ipotizziamo che il fondo svalutazione crediti ammonti a 6.000 euro). Avremo:


          Credito inesigibile sorto negli anni precedenti


In tutti i casi nei quali lo stralcio del credito inesigibile avviene mediante l’uso del fondo svalutazione crediti, oltre alla registrazione con metodo diretto, sopra vista, è possibile avvalersi anche di un metodo indiretto.

Esempio: svalutato credito insoluto per 6.000 euro mediante il fondo svalutazione crediti.

metodo diretto



Credito inesigibile sorto nello stesso anno

metodo indiretto



Credito inesigibile sorto nello stesso anno

Procedendo in questo modo, con la prima scrittura si chiude il conto crediti insoluti rilevando un componente negativo di reddito “ Perdite su crediti di esercizi precedenti”, mentre con la seconda scrittura si riduce l’importo del Fondo svalutazione crediti rilevando l’“ Utilizzo del fondo svalutazione crediti”.

 
Gli altri approfondimenti sull’argomento:


EconomiAziendale.net

LezioniDiMatematica.net

DirittoEconomia.net

StoriaFacile.net

SchedeDiGeografia.net

LeMieScienze.net