REGIME FORFETTARIO

SOGGETTI CHE POSSONO ESSERE AMMESSI AL REGIME FORFETTARIO

Aggiornato al 03.05.2019

La legge di Stabilità 2015 ha introdotto il regime forfettario applicabile alle imprese e ai professionisti di dimensioni minori. Le regole che disciplinano tale regime sono state modificate:

  • dapprima dal DDL Stabilità 2016 con validità a partire dal 01.01.2016;
  • e successivamente dalla L.145/2018 con decorrenza del 01.01.2019.

Di seguito vengono sintetizzate le caratteristiche necessarie per poter accedere al regime forfettario a partire dal 01.01.2019 tenuto conto anche dei chiarimenti forniti dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n.9/2019. Nelle note vengono segnalati i cambiamenti rispetto al passato.


SOGGETTI AMMESSI

  • Imprenditori individuali
  • Artisti e professionisti
  • Imprese familiari
  • Azienda coniugale non gestita in forma societaria


RICAVI 1

I ricavi dell’anno precedente non devono essere superiori a 65.000 euro.

Se l’attività è stata intrapresa nel corso dell’anno precedente, al fine di verificare l’esistenza di tale requisito occorre che i ricavi conseguiti siano ragguagliati ad anno.


Esempio.
Attività intrapresa l’01.07 dell’anno x;
Ricavi conseguiti nell’anno x 36.000 euro.


Verifica della sussistenza del requisito nell’anno x+1:


[36.000 euro : 6 mesi (da 01.07 al 31.12)] x 12 mesi = 72.000 euro.

Il limite è superato quindi il regime forfettario non può essere adottato nell’anno x+1.

Per la verifica dell’eventuale superamento del limite, si deve tenere conto del regime contabile applicato nell’anno precedente.


Esempio.

  • impresa in contabilità ordinaria che intende passare al regime forfettario nell’anno x.

    Deve verificare che nell’anno x-1 non abbia superato 65.000 euro determinando i ricavi con il principio di competenza.

  • impresa in contabilità semplificata che intende passare al regime forfettario nell’anno x.

    Deve verificare che nell’anno x-1 non abbia superato 65.000 euro determinando i ricavi con il principio di cassa.


Al fine della individuazione del limite dei ricavi:

  • si deve tenere conto del valore normale dei beni destinati al consumo personale o familiare dell’imprenditore;
  • non rilevano i componenti positivi indicati nelle dichiarazioni fiscali ai fini dell’adeguamento agli ISA (Indicatori Sintetici di Affidabilità fiscale);
  • nel caso di esercizio contemporaneo di attività con diversi codici ATECO si assume la somma dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività esercitate.2

Tra i ricavi/compensi vanno inclusi i diritti d’autore solamente nel caso in cui sono correlati con l’attività di lavoro autonomo svolta. Tale circostanza si ritiene sussista se gli stessi non sarebbero stati conseguiti in assenza dello svolgimento dell’attività di lavoro autonomo.

Le indennità di maternità percepite da imprenditrici o professioniste, anche se sono rientrano tra i redditi d'impresa o professionali, non vanno considerate ai fini dei limiti (circolare 17/E/2012).

Coloro che intraprendono l’attività nel corso dell’anno possono avvalersi del regime forfettario se presumono di non superere i limiti di ricavi previsti. Occorre comunicare l’adesione al regime forfettario nella dichiarazione di inizio attività.


SOGGETTI ESCLUSI DAL REGIME

  • Soggetti che applicano regimi speciali IVA.
  • Soggetti che applicano regimi fortettari di determinazione del reddito.
  • Soggetti non residenti, ad eccezione di quelli che sono residenti in uno degli Stati membri dell’Ue o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producano nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto.
  • Soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi.
  • Esercenti attività d’impresa, arte o professione che partecipano contemporaneamente all’esercizio dell’attività a:

    ovvero che controllano direttamente o indirettamente

    le quali esercitino attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni 3.

  • Le persone fisiche la cui attività è esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro. 4


REGIMI SPECIALI IVA

Le attività agricole e di allevamento di animali che rispettano i limiti di cui all’art.32 del TUIR, sono considerate produttive di reddito fondiario. I titolari di tali redditi possono applicare il regime forfettario per altre attività che intendono svolgere.

I contribuenti che possono scegliere di non avvalersi del regime speciale e optano per l’applicazione dell’IVA nei modi ordinari, possono adottare il regime forfettario a condizione di esercitare l’opzione nel periodo d’imposta precedente a quello di applicazione del regime.

Esempio: opzione per l’applicazione dell’IVA nei modi ordinari nell’anno x - applicazione del regime forfettario nell’anno x+1.


ALTRI REQUISITI NECESSARI PER L’ACCESSO AL REGIME 5

NESSUNO

Il regime forfettario rappresenta il regime naturale per i soggetti che ne possiedono i requisiti.

E’ tuttavia possibile optare per l’applicazione dell’IVA e la determinazione del reddito nei modi ordinari.

L’opzione è valida per un triennio e deve essere comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata. Trascorso tale triennio la scelta rimane valida per ciascun anno successivo fino a che permane la scelta operata.

Il regime forfettario cessa di essere applicato a partire dall’ anno successivo a quello in cui viene meno una delle condizioni richieste per l’accesso.


1 Prima del 01.01.2019 ricavi dell’ anno precedente non devono essere superiori ad un limite variabile da 25.000 a 45.000 euro a seconda dell’attività esercitata in base al codice ATECO. Secondo la tabella riportata più sotto.

Per il 2015 tali limiti variavano da 15.000 a 40.000 euro.

LIMITI DI RICAVI PER SETTORE DI ATTIVITA’


Limiti di ricavi regime forfettari prima del 01.01.2019

2 Prima del 01.01.2019, in caso di esercizio contemporaneo di attività con diversi codici ATECO si applicava il limite più elevato relativo alle diverse attività esercitate.

3 Prima del 01.01.2019 erano esclusi dal regime del margine i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione che partecipavano anche all’esercizio di società di persone o associazioni ovvero a società a responsabilità limitata in regime di trasparenza fiscale.

4 Prima del 01.01.2019 erano esclusi i soggetti che nell’anno precedente avessero percepito redditi di lavoro dipendente ed assimilato, compresi i redditi da pensione, eccedenti 30.000 €, ad eccezione del caso in cui il rapporto di lavoro era cessato nell’anno precedente, Nel 2015 il limite era di 20.000 euro e questo era considerato un requisito per l’accesso al regime forfettario e non una causa di esclusione.

5 Prima del 01.01.2019 erano richiesti come ulteriori requisiti che:

  • le spese per lavoro accessorio, per lavoro dipendente, per collaboratori, anche assunti con contratto a progetto, non fossero superiori a 5.000 euro lordi. Nel calcolo occorreva comprendere anche le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili agli associati e le spese per prestazione di lavoro dipendente del coniuge, dei figli, degli ascendenti e dei familiari partecipanti all’impresa;
  • il costo complessivo dei beni strumentali, alla chiusura dell’esercizio e al lordo degli ammortamenti, non doveva essere superiore a 20.000 euro. Nel calcolo di tale limite bisogna procedere nel modo seguente:
    • per i beni in leasing si teneva conto del costo sostenuto dal concedente;
    • per i beni in locazione, noleggio e comodato si teneva conto del valore normale determinato in base a quanto previsto dall’art.9 del TUIR;
    • per i beni di uso promiscuo si teneva conto del 50% del loro valore.

Nel calcolo del costo dei beni strumentali non doveva tenersi conto:
  • dei beni di costo unitario non superiore a 516,46 euro;
  • dei beni immobili utilizzati nell’esercizio dell’impresa, dell’arte e della professione, comunque acquisiti.

 
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