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Ai
fini dell'assegnazione del rating alle aziende in ottica Basilea 2,
risulta fondamentale il modello di previsione delle insolvenze
utilizzato.
I
modelli di previsione di tipo statistico consentono una valutazione
automatica delle aziende assegnando ad ognuna un punteggio che ne individua
sinteticamente lo stato di salute dal punto di vista dei creditori. Il
principale vantaggio di questo tipo di sistemi rispetto ad altri di tipo
soggettivo (come ad esempio, l'analisi di bilancio, conosciuta anche come
analisi della solvibilità a breve) è rappresentato dal fatto che nei
sistemi di tipo soggettivo la scelta delle variabili e dei pesi dipende da
valutazioni strettamente personali del singolo analista; viceversa, i
modelli di tipo statistico si basano sull'utilizzo di procedimenti
quantitativi, fondati a loro volta su dati e non su considerazioni
personali.
Come i modelli di tipo soggettivo, anche quelli di tipo statistico sono
afflitti dal problema della stabilità nel corso del tempo della loro
capacità diagnostica; ad esempio, mutamenti del ciclo economico, o mutamenti
normativi, possono modificare in modo considerevole le relazioni tra
variabili, per cui risulta necessaria una verifica periodica dei modelli e
un loro adattamento allorquando la loro capacità disciminante (e predittiva)
tende a ridursi.
E' evidente che la loro complessità di base e la frequenza con la quale
vengono aggiornati incidono notevolmente sui costi di gestione. Ed è
altrettanto evidente che istituti di credito con budget diversi
predisporranno sistemi predittivi di tipo diverso, più o meno accurati.
Tra
i modello più famosi nell'ambito dell'analisi statistica discriminante si
annovera lo z-score di Altman, presentato per la prima volta
quasi quarant'anni fa, oggetto di diversi aggiornamenti nel corso del tempo,
ma che riveste ancora oggi nella sua versione originale un ruolo di
primissimo piano per gli analisti (e le banche) di tutto il mondo, nel loro
lavoro quotidiano di valutazione delle aziende.
L'analisi con lo z-score viene effettuata sul bilancio d'esercizio
dell'azienda e permette, con un elevato grado di affidabilità, di
determinare la possibilità di "fallimento" (o altre forme di stress
finanziario); l'obiettivo del modello è quello di assegnare un'azienda ad
uno dei due possibili gruppi (aziende sane - aziende non sane)
sulla base di una serie di variabili di bilancio, definite "discriminanti",
osservate in capo all'azienda stessa.
Lo z-score risulta utile anche perché rappresenta un sistema che permette di
attribuire un valore alla struttura patrimoniale, finanziaria ed economica
di un'azienda, confrontabile con il valore di altre aziende appartenenti
a specifici settori produttivi.
Inoltre, lo z-score è un sistema che permette agli operatori il monitoraggio
costante e continuo di un'azienda, verificando ex-ante eventuali
necessità di intervento.
Infine, cosa non marginale e che il prof. Altman ha rimarcato in un suo
recente intervento presso l'Università di Firenze, lo z-score rappresenta
uno strumento utile anche per le stesse aziende oggetto di attenzione da
parte degli analisti, delle banche, dei confidi e degli operatori del mondo
finanziario in generale; in effetti, se adeguatamente implementato
all'interno di un sistema di pianificazione e controllo, esso permette di
capire come l'azienda venga valutata dagli operatori finanziari; di
conseguenza, la direzione aziendale può attivare modifiche alla struttura
patrimoniale, finanziaria ed economica in funzione del risultato evidenziato
dallo z-score.
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