CONTRIBUTI IN CONTO CAPITALE

ASPETTI FISCALI

Aggiornato al 23.12.2015

Sono considerati contributi in conto capitale quei contributi che hanno come finalità l’ incremento dei mezzi patrimoniali dell’impresa. La loro concessione non è in relazione con un onere sostenuto dall’impresa per un preciso investimento.


Fiscalmente, la loro individuazione avviene nell’ art.88 del TUIR, in maniera residuale rispetto ad altre categorie di contributi. Infatti, non sono considerati contributi in conto capitale:

  • i contributi, in denaro o in natura, spettanti in base a contratto;
  • i contributi spettanti in conto esercizio a norma di legge;
  • i contributi per l’acquisto di beni ammortizzabili indipendentemente dal tipo di finanziamento adottato;
  • i finanziamenti erogati dallo Stato, dalle Regioni e dalle Province autonome per la costruzione, ristrutturazione e manutenzione straordinaria ed ordinaria di immobili di edilizia residenziale pubblica concessi agli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati;
  • i finanziamenti erogati alle cooperative edilizie a proprietà indivisa e di abitazione per la costruzione, ristrutturazione e manutenzione ordinaria e straordinaria di immobili destinati all’assegnazione in godimento o locazione.

I contributi in conto capitale sono considerati, fiscalmente, delle sopravvenienze attive.

Essi sono tassati in base al criterio di cassa, cioè nel momento in cui vengono incassati.

Se tali contributi sono sottoposti a condizione sospensiva, la tassazione avviene solamente nel momento in cui si verifica tale condizione.

Se, invece, il contributo viene erogato mediante il riconoscimento di un credito d’imposta, esso si considera incassato nel momento, e nella misura, in cui il credito viene utilizzato per il pagamento delle imposte.


I contributi in conto capitale concorrono a formare il reddito:

  • nell’esercizio in cui sono stati incassati;

oppure

  • in quote costanti nell’esercizio in cui sono stati incassati e nei successivi, ma non oltre il quarto.


Esempio:
la Alfa Srl incassa, nell’esercizio x, un contributo in conto capitale di 5.000 euro.

La società potrà scegliere tra le seguenti soluzioni:


Tassazione dei contributi in conto capitale

Nel caso in cui il contributo in conto capitale venga incassato ratealmente, la scelta della modalità di tassazione deve essere effettuata in ogni esercizio di incasso poiché, la scelta fatta per una rata non è vincolante per le restanti rate non essendo disposto nulla in merito nell’art.88 del TUIR.

Per quanto concerne l’IRAP occorre precisare che i contributi in conto capitale concorrono alla formazione della base imponibile IRAP, a meno che l’esclusione non sia espressamente prevista dalla legge istitutiva del contributo stesso (art.11 D.Lgs.446/1997).

Infine va detto che le regioni, le province, i comuni, gli altri enti pubblici e privati devono operare una ritenuta del 4% a titolo di acconto delle imposte sull’ammontare dei contributi corrisposti alle imprese, con esclusione di quelli per l’acquisto di beni strumentali.

 
Gli altri approfondimenti sull’argomento:
I nostri ebook


EconomiAziendale.net

LezioniDiMatematica.net

DirittoEconomia.net

StoriaFacile.net

SchedeDiGeografia.net

LeMieScienze.net