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La sovvenzione cambiaria, denominata
spesso sconto di pagherò diretto, rappresenta un’operazione di
finanziamento alla quale può ricorrere l’impresa.
Con questa operazione la banca concede
all’impresa cliente un prestito per un determinato importo e
ad una certa scadenza. A fronte di tale prestito, la banca chiede il
rilascio di un pagherò a suo favore. Spesso il pagherò è avallato
da una o più persone.
L’ammontare dell’effetto rappresenta l’importo
nominale del prestito. La banca non anticipa al cliente tale importo,
bensì il netto ricavo dato dall’importo nominale, meno gli interessi,
le commissioni e il bollo della cambiale. Tale somma viene, in genere,
accreditata dalla banca sul c/c del cliente.
Solitamente la sovvenzione cambiaria
rappresenta un prestito a breve termine: il più delle volte il
pagherò è rilasciato a 4 mesi. Tuttavia, l’operazione può essere prorogata
nel tempo attraverso il rinnovo totale o parziale, alla scadenza, del
pagherò. Eventualmente, al momento del rinnovo, le condizioni inizialmente
concordate possono essere rinegoziate. Questa situazione si verifica sovente
quando la sovvenzione cambiaria è utilizzata come fonte di finanziamento per
far fronte all’acquisto di beni strumentali.
Poiché la sovvenzione cambiaria è un prestito
di importo e scadenza predeterminati, essa si presta soprattutto a far
fronte ad esigenze finanziarie dell’impresa ben individuate.
Inoltre, poiché la scadenza è certa, l’impresa
non corre il rischio di trovarsi di fronte ad improvvise
richieste di rimborso. |