AMMORTAMENTO VEICOLI DI PROPRIETA' DEL SOCIO

SE IL SOCIO DI UNA COOPERATIVE, DÀ IN USO IL VEICOLO ALLA SOCIETÀ, QUEST’ULTIMA PUÒ CALCOLARE QUOTE DI AMMORTAMENTO?

Aggiornato al 15.09.2008

Gli autoveicoli di proprietà dei soci dati in uso alla società cooperative, alla compagnia, alla carovana, non sono ammortizzabili secondo quanto previsto dalla R.M.1160 del 03/08/1977.

Riportiamo di seguito, quanto previsto dalla suddetta risoluzione.


R.M.1160/1977

Sintesi: Si forniscono chiarimenti in merito alla disciplina fiscale applicabile nei confronti delle società cooperative di lavoro, delle carovane, compagnie, gruppi ecc. che esercitano l’attività di trasporto utilizzando autoveicoli di proprietà dei soci in base a contratti di affitto o di concessione in uso gratuito.


TESTO:

Con istanza in data 1 dicembre 1975, le Federazioni in oggetto indicate hanno fatto presente che alcuni organismi economici loro associati e cioè società cooperative di lavoro, carovane, compagnie, gruppi, ecc., per l’esercizio della loro attività di trasporto di persone e di cose utilizzano autoveicoli di proprietà dei soci e che tale utilizzazione avviene a volte in base ad un contratto di affitto il cui canone viene stabilito in relazione ad un piano di ammortamento del costo di acquisto degli autoveicoli, altre volte in dipendenza di una concessione in uso gratuito degli autoveicoli stessi con l’obbligo per gli organismi economici di corrispondere ai soci, alla scadenza della concessione, una somma pari alla differenza tra il valore degli autoveicoli al momento della consegna ed il valore degli stessi al momento della riconsegna.

In relazione a quanto sopra le Federazioni di cui trattasi hanno espresso il parere per cui, nel caso di utilizzazione degli autoveicoli in base a regolare contratto di affitto, il relativo canone rappresenta per gli organismi economici un "costo relativo all’acquisizione dei servizi" a norma dell’art. 56 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 597, e pertanto deducibile dall’ammontare dei ricavi lordi conseguiti, mentre per i singoli soci, invece, detto canone costituisce reddito derivante da attività non esercitata abitualmente - come previsto dal secondo c. dell’art.77 del citato D.P.R. n.597 - che partecipa alla formazione del reddito complessivo dei soci stessi al netto delle spese specificatamente inerenti alla sua produzione, come la tassa di circolazione, la tassa di concessione per la licenza di trasporto di merci o di persone, i premi di assicurazione e le quote di ammortamento del costo dell’autoveicolo.

Nel secondo caso invece, e cioè quando l’utilizzazione degli autoveicoli avviene gratuitamente, le predette Federazioni ritengono che agli organismi debba essere consentito di portare in detrazione dai propri ricavi le quote di ammortamento degli autoveicoli, nei limiti previsti dal secondo c.dell’art. 68 del D.P.R. n. 597, perché sia loro consentito di far fronte all’obbligo del pagamento ai soci dell’indennizzo per la perdita di valore subita dagli autoveicoli in dipendenza dell’uso da parte degli organismi stessi.

Tanto premesso, dette Federazioni chiedono di conoscere al riguardo il parere della scrivente.

In merito, alla luce di quanto è dato desumere dagli elementi riferiti, può concordarsi con la tesi secondo la quale il canone di affitto mentre rappresenta un costo per gli organismi economici, deducibile dall’ammontare dei ricavi, per i singoli soci, invece, costituisce reddito di cui al citato art. 77 - secondo c. - del D.P.R. n. 597 che concorre alla formazione del reddito complessivo dei soci stessi al netto delle spese inerenti alla sua produzione ad eccezione però delle quote di ammortamento degli autoveicoli, trattandosi di concessioni in uso fatte al di fuori dell’impresa.

Analogamente non può ammettersi alcun ammortamento da parte dei terzi usuari degli autoveicoli mancando, in essi, un diritto reale su tali beni strumentali la cui utilizzazione rileva solo per l’onere, quando sussiste, rappresentato dal canone di locazione deducibile del reddito di impresa del locatario, mentre, ovviamente, non può spiegare effetto alcuno, per mancanza di costi, quando si tratti di autoveicoli ricevuti in uso gratuito.

 
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