SVALUTAZIONE PER PERDITE DUREVOLI DI VALORE DELLE IMMOBILIZZAZIONI

ALCUNI ESEMPI DI APPLICAZIONE DELL'APPROCCIO SEMPLIFICATO

Aggiornato al 05.12.2017

Vediamo, di seguito, due esempi di applicazione dell’approccio semplificato previsto dall’OIC 9 per la decisione di un’eventuale svalutazione per perdite durevoli di valore delle immobilizzazioni.


Ricordiamo, a tale proposito, che è necessario effettuare un confronto tra:

  • la capacità di ammortamento

e

  • la sommatoria degli ammortamenti futuri.


Esempio 1:
la società Alfa Srl ha iscritti in bilancio, alla data del 31/12 dell’anno x, le seguenti immobilizzazioni materiali ed immateriali

  • cespite A: valore netto contabile 800 - vita utile residua 5 anni;
  • cespite B: valore netto contabile 900 - vita utile residua 5 anni;
  • avviamento: valore netto contabile 600 - vita utile residua 5 anni.

Il valore netto contabile è stato determinato tenendo conto della quota di ammortamento calcolata al termine dell’esercizio x.

I piani aziendali permettono di prevedere il seguente andamento prospettico della gestione:


Andamento prospettico della gestione

Vediamo il piano di ammortamento delle immobilizzazioni:


Piano di ammortamento della gestione

Ora andiamo a confrontare la capacità di ammortamento con il totale degli ammortamenti


Capacità di ammortamento e totale ammortamenti

La capacità di ammortamento complessiva del periodo esaminato è pari a 6.100 e permette di recuperare le immobilizzazioni iscritte in bilancio al termine dell’esercizio x il cui valore netto contabile è pari a 2.300.

Di conseguenza non si deve procedere a nessuna svalutazione nonostante il primo esercizio chiuda in perdita.



Esempio 2:
la società Alfa Srl ha iscritti in bilancio, alla data del 31/12 dell’anno x, le seguenti immobilizzazioni materiali ed immateriali

  • cespite A: valore netto contabile 800 - vita utile residua 5 anni;
  • cespite B: valore netto contabile 900 - vita utile residua 5 anni;
  • avviamento: valore netto contabile 600 - vita utile residua 5 anni.
Il valore netto contabile è stato determinato tenendo conto della quota di ammortamento calcolata al termine dell’esercizio x.

I piani aziendali permettono di prevedere il seguente andamento prospettico della gestione:


Andamento prospettico della gestione

Vediamo il piano di ammortamento delle immobilizzazioni:


Piano di ammortamento delle immobilizzazioni

Ora andiamo a confrontare la capacità di ammortamento con il totale degli ammortamenti


Capacità di ammortamento e totale ammortamenti

La capacità di ammortamento complessiva del periodo esaminato è pari a 1.000. Essa non consente di recuperare le immobilizzazioni iscritte in bilancio al termine dell’esercizio x il cui valore netto contabile è pari a 2.300.

Di conseguenza è necessario svalutare le immobilizzazioni per 1.300.

La perdita va attribuita prima di tutto all’eventuale avviamento iscritto in bilancio, che nel nostro caso è pari a 600. E per la parte restante (1.300 - 600 = 700) va attribuita alle altre immobilizzazioni, in proporzione al valore netto contabile.

Quindi avremo:


Svalutazione delle immobilizzazioni

Di conseguenza si dovrà procedere a svalutare:

  • totalmente l’avviamento (600 euro);
  • il cespite A per 329,42 euro;
  • il cespite B per 370,58 euro.

 
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