BUONI PASTO: SCRITTURE CONTABILI

LE SCRITTURE CONTABILI DELL'ESERCENTE CHE SOMMINISTRA IL PASTO

Aggiornato al 01.09.2017

Vediamo quali scritture contabili deve redigere l’esercente di un bar, ristorante, tavola calda, ecc.., che somministrando un pasto ad un cliente riceve in pagamento dei buoni pasto.


Esempio:
supponiamo che l’esercente di una tavola calda fornisca ad un cliente un pasto del valore di 10 € per il quale riceve in pagamento un ticket restaurant di pari valore facciale.
Si supponga, inoltre, che lo sconto, previsto nella convenzione con la società emittente il buono pasto, sia del 5%. L’IVA applicata è del 10%.


L’esercente emetterà, al momento della somministrazione del pasto, uno scontrino fiscale con la dicitura "corrispettivo non incassato" per 10 €. Occorre ricordare che l’IVA non entra nella liquidazione del periodo.

Successivamente, in genere a fine mese, l’esercente la tavola calda emetterà la fattura nei confronti della società che ha emesso il buono pasto. Nel determinare l’imponibile IVA della fattura egli dovrà calcolare lo sconto applicato e scorporare dall’importo scontato l’IVA del 10%. Tale importo rappresenterà la base imponibile della fattura.

Nel nostro esempio, ipotizzando per semplicità che venga fatturato al termine del mese un solo buono pasto, si avrà:


sconto: 10 € x 5% = 0,50 €
importo scontato : 10 € - 0,50 € = 9,50 €
imponibile: 9,50 € x 100/110 = 8,64 €
IVA: 8,64 € x 10% = 0,86 €
Totale fattura: 8,64 € + 0,86 € = 9,50 €.


Per quanto riguarda le scritture contabili da redigere si può procedere in vari modi.


1° METODO

Un primo metodo consiste nel rilevare, al momento dell’emissione dello scontrino, il ricavo di vendita. Contestualmente si rileva l’IVA in un conto del tipo IVA non esigibile, dato che essa deve entrare nella liquidazione IVA solamente al momento dell’emissione della fattura. Come contropartita si usa un conto patrimoniale del tipo Corrispettivi non riscossi.


Scritture relative ai buoni pasto

Al momento dell’ emissione della fattura si rileva:

  • il credito verso la società che ha emesso il buono pasto;
  • le commissioni per lo sconto applicato.

Il ricavo non deve essere rilevato perché è già stato contabilizzato in precedenza.

Contemporaneamente occorre:

  • rilevare l’IVA esigibile (IVA a debito) effettuando il giroconto del conto IVA non esigibile;
  • chiudere il conto transitorio Corrispettivi non riscossi.


Scritture relative ai buoni pasto


2° METODO

Un secondo metodo consiste nell’effettuare un’unica registrazione solamente nel momento dell’ emissione della fattura, come segue:


Scritture relative ai buoni pasto

In questa scrittura si è registrato il ricavo al lordo della commissione, che è stata rilevata separatamente.

Alcuni registrano il ricavo già al netto della commissione nel modo seguente:


Scritture relative ai buoni pasto

In entrambe le ipotesi, poiché non viene effettuata nessuna registrazione in partita doppia al momento dell’emissione dello scontrino, si potrebbe decidere di effettuare una scrittura di sola memoria del tipo:


Scritture relative ai buoni pasto

Questa scrittura sarà poi stornata nel momento dell’ emissione della fattura.

Un’altra alternativa è quella di tenere traccia dei buoni pasto ritirati e non ancora fatturati in un registro elementare.

Qualora si utilizzi questo secondo metodo, cioè quello di rilevare il ricavo solamente al momento dell’ emissione della fattura, a fine anno occorre fare attenzione perché vi potrebbero essere dei buoni pasto già ritirati e non ancora fatturati per i quali occorre rilevare il ricavo in base al criterio di competenza . Bisognerà allora provvedere a rilevare il ricavo e, come contropartita, la voce Fatture da emettere.

 
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