FATTURA EMESSA PER BUONI PASTO

IL CORRETTO COMPORTAMENTO FISCALE DELL'ESERCENTE CHE SOMMINISTRA IL PASTO

Aggiornato al 01.09.2017

Vediamo qual è la corretta procedura che deve seguire l’esercente che somministra un pasto (bar, rosticceria, tavola calda, ecc..) ad un soggetto che effettua il pagamento mediante buoni pasto .

Ovviamente la stessa procedura andrà seguita nel caso dal dettagliante, qualora il ticket restaurant sia usato per pagare l’acquisto di generi alimentari.


L’esercente:

  • al momento in cui fornisce il pasto:

    • ritira il buono pasto;
    • emette scontrino fiscale con la dicitura "corrispettivo non pagato" (CM 97/1997);
    • annota i corrispettivi non riscossi in un’apposita colonna del registro dei corrispettivi con aliquota 10% ed intestazione "Fatture differite IVA". Tali corrispettivi non riscossi non vanno sommati ai corrispettivi del giorno, dato che per essi verrà emessa fattura nei confronti della società che ha emesso i buoni pasto. Essi non entrano nella liquidazione IVA del periodo ( mese o trimestre);
  • periodicamente (in genere a fine mese):
    • emette fattura nei confronti della società emittente i buoni pasto. La fattura deve contenere il riepilogo del numero di emissione degli scontrini, la loro data e il relativo importo;


L’importo da fatturare è dato dal valore dei buoni pasto dedotto lo sconto riconosciuto quale corrispettivo del servizio. Dal valore così ottenuto occorre scorporare l’IVA (CM 49/1996).

L’IVA da applicare in fattura è pari al 10%.


Esempio:
un bar, nel corso del mese, ha ricevuto in pagamento dai clienti 50 buoni pasto del valore facciale di 5 euro l’uno.
Lo sconto convenuto con la società emittente i buoni pasto è pari al 10%.

La fattura da emettere riporterà i seguenti dati:


importo dei buoni pasto: 50 x 5 € = 250 €
sconto: 250 x 10% = 25 €
importo al netto dello sconto: 250 € - 25 € = 225 €
base imponibile: (225 x 100)/ 110 = 204,55 IVA: 204,55 x 10% = 20,46 totale fattura: 204,55 + 20,46 = 225,01.


L’IVA applicata in fattura dovrà essere considerata nella liquidazione IVA del periodo.

 
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