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Bagvertising - quando il marketing ricicla vecchie tecniche

 


 
 
 
Approfondimento del 23.06.2008

 

Chi di noi non si è imbattuto, almeno una volta, nella classica busta della spesa con sopra un marchio pubblicitario?

La tecnica di marketing non è certo delle più nuove. La busta usata per trasportare la spesa diventa anche uno strumento di marketing pubblicizzando il nome del centro commerciale presso il quale sono stati fatti acquisti o quello del piccolo negozio dietro casa.

 

In alcuni casi la busta della spesa può diventare un vero e proprio packaging che oltre a servire a trasportare dei prodotti è usato per distinguerli da quelli dei concorrenti, per attribuire uno status: ad esempio, nei negozi di profumeria o di gadget la busta può essere usata, oltre che per diffondere il nome del negozio, anche per confezionare, impacchettare il prodotto venduto.

 

Più di recente l’arcinota busta della spesa è stata usata anche per creare effetti ottici tali da attirare maggiormente l’attenzione del consumatore. Un esempio per tutti? La busta realizzata dal centro bambini autistici di Dubai (Emirati Arabi Uniti) il cui slogan recita: “Tieni la mano ad un bambino autistico” e che trasmette davvero la sensazione di tenere per mano la bimba raffigurata sulla busta.

 

E’ questo il fenomeno del bagvertising, che attraverso l’impiego di uno strumento utile per il consumatore e sempre presente in ogni negozio (dal più piccolo al più grande), mira a creare stupore nell’acquirente (ma anche nei passanti) e a coinvolgerlo con immagini di notevole impatto in modo da divenire uno strumento interattivo: si parla, infatti, di borsa interattiva o interactive shopping bag.

 

Il fenomeno ha ottenuto subito un rapido sviluppo grazie alla possibilità di impiegare uno strumento di marketing che si è rivelato estremamente efficace, ma dai costi molto contenuti.

 
   
   
   

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