DEDUCIBILITA' INTERESSI PASSIVI

LE REGOLE DA SEGUIRE PER INDIVIDUARE LA MISURA DEGLI INTERESSI PASSIVI DEDUCIBILI

Aggiornato al 01.09.2017

Ai fini di stabilire le regole per la deducibilità degli interessi passivi dal reddito d’impresa occorre distinguere tra:

  • imprese individuali e società di persone, soggette al pagamento dell’IRPEF;
  • società di capitali soggette al pagamento dell’IRES.


IMPRESE INDIVIDUALI E SOCIETA’ DI PERSONE

Le imprese individuali e le società di persone deducono gli interessi passivi in base alla regola del pro-rata generale.

Tale regola prevede che gli interessi passivi sono deducibili per la parte corrispondente al rapporto tra l’ ammontare dei ricavi e degli altri proventi che concorrono a formare il reddito e l’ ammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi.

Conseguenza di tale principio è che gli interessi passivi sono interamente deducibili solamente nell’ipotesi in cui tutti i ricavi e proventi dell’impresa sono imponibili.


SOCIETA’ DI CAPITALI

Per i soggetti IRES valgono le regole riportate nella tabella che segue:


Deducibilità degli interessi passivi

Occorre precisare che le regole sopra viste non si applicano nel caso di interessi passivi capitalizzati.

La norma non riguarda le banche e le società finanziarie, le società consortili, le società di progetto, le società costituite per la realizzazione e l’esercizio di interporti, mentre si applica alle holding di gruppi industriali. Regole particolari si applicano anche nei confronti delle i mprese di assicurazioni e dalla società capogruppo di gruppi assicurativi.

Si precisa, inoltre, che a decorrere dal periodo d’imposta 2016, gli interessi passivi relativi a finanziamenti garantiti da ipoteca su immobili destinati alla locazione sono deducibili senza tener conto dei limiti sopra visti per tutte le società che svolgono in via effettiva e prevalente attività immobiliare. Pertanto, per tale tipologia di interessi si è esonerati dalla verifica del risultato operativo lordo (art.4 D.Lgs.147/2015).

Sempre a partire dal periodo d’imposta 2016, gli interessi passivi sulle obbligazioni emesse da società non quotate (diverse dalla banche) sono deducibili secondo le regole ordinarie sopra esposte, ovvero nei limiti degli interessi attivi e del 30% del ROL. La norma si applica sia nei confronti dei nuovi prestiti obbligazionari che di quelli già emessi prima del 2016.

 
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