PARTECIPAZIONE AGLI UTILI DEGLI AMMINISTRATORI

QUALI SCRITTURE OCCORRE REDIGERE NEL CASO IN CUI L’AMMINISTRATORE NON ESERCITA UN’ATTIVITÀ PROFESSIONALE E PERCEPISCE UN COMPENSO SOTTO FORMA DI PARTECIPAZIONE AGLI UTILI

Aggiornato al 26.11.2011

Supponiamo che l’amministratore di una società non svolta nessun’altra attività professionale e che egli percepisca un compenso, per la sua attività, sotto forma di partecipazione agli utili.

Ipotizziamo la seguente situazione:

utile risultante da bilancio – 100.000
la riserva legale non ha ancora raggiunto il quinto del capitale sociale
non sono previste altre riserve obbligatorie
non vi sono perdite relative ad esercizi precedenti non coperte
agli amministratori spetta un compenso pari al 5% degli utili.

Nella destinazione dell’utile si dovrà tenere conto, per prima cosa, dell’obbligo di accantonare la ventesima parte degli utili a riserva legale.

Il piano di riparto degli utili sarà il seguente:


Piano di riparto dell’utile

La scrittura relativa al riparto dell’utile è la seguente:


Scrittura relativa al riparto dell’utile

Al momento del pagamento degli utili agli amministratori la società dovrà rilevare l’IRPEF e il debito INPS ed INAIL a carico dell’amministratore:


Scrittura relativa a pagamento degli utili agli amministratori

L’impresa inoltre dovrà rilevare i contributi INPS e INAIL a suo carico. Le scritture saranno rispettivamente:


Scrittura relativa ai contributi INPS a carico dell'azienda


Scrittura relativa ai contributi INAIL a carico dell'azienda

I compensi spettanti agli amministratori sotto forma di partecipazione agli utili non rappresentano un costo per la società, ma solamente una modalità di destinazione degli utili.

La voce “Amministratori c/utili confluisce nello Stato patrimoniale , tra gli altri debiti (D.14).

 
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