RISCATTO BENI IN LEASING

LE SCRITTURE CONTABILI DA REDIGERE IN CASO DI RISCATTO DI BENI AL TERMINE DEL CONTRATTO DI LEASING

Aggiornato al 25.05.2022

Molto spesso le imprese stipulano contratti di leasing per poter utilizzare immobilizzazioni materiali senza procedere al loro acquisto.

Il locatario, cioè colui che prende il bene in leasing, qualora adotti il metodo patrimoniale, non indica il bene preso in leasing nel proprio Stato patrimoniale, nè calcola le relative quote di ammortamento: egli si limita a rilevare il costo dei canoni di leasing di competenza del periodo.


Al termine del contratto di leasing, il locatario può esercitare l'opzione di riscatto: in questo caso egli diventa proprietario del bene oggetto del contratto che, da quel momento, dovrà essere indicato tra le immobilizzazioni dello Stato patrimoniale, al costo di acquisto, e dovrà essere assoggettato ad ammortamento.

Dal punto di vista contabile, il riscatto del bene è del tutto simile all'acquisto di un'immobilizzazione.


Esempio:

La Alfa Srl ha stipulato un contratto di leasing relativo ad un macchinario. Alla scadenza del contratto la società decide di riscattare il bene al valore di riscatto di 10.000 euro. Su tale valore viene applicata l'IVA nella misura del 22%.


La scrittura redatta dalla Alfa Srl sarà la seguente:


Data Bilancio Conto Importo Dare Importo Avere Descrizione
../../.... SP A B II 2 MACCHINARI 10.000   Ricevuta fattura n..... del.... relativa all'esercizio del diritto di riscatto sul macchinario....
../../.... SP A C II 5-bis IVA NS/CREDITO 2.200   Ricevuta fattura n..... del.... relativa all'esercizio del diritto di riscatto sul macchinario....
../../.... SP P D 7 FORNITORI   12.200 Ricevuta fattura n..... del.... relativa all'esercizio del diritto di riscatto sul macchinario....


 
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