OBBLIGO DI TENUTA DELLA CONTABILITA' FISCALE DI MAGAZZINO

COMPUTO DEI RICAVI E DELLE RIMANENZE

Aggiornato al 28.09.2020

L'obbligo di tenuta della contabilità di magazzino scatta, per i soggetti obbligati, al superamento di alcuni limiti di ricavi e di rimanenze.

Più precisamente le norme fiscali prevedono che l'obbligo di tenuta della contabilità di magazzino scatta quando l'impresa consegue, per il secondo esercizio successivo

  • ricavi superiori a 5.164.568,99 euro;
  • rimanenze superiori a 1.032.913,80 euro.

Vediamo come occorre procedere al computo dei ricavi e delle rimanenze.


COMPUTO DEI RICAVI

Tra i ricavi occorre comprendere:

  • i corrispettivi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi;
  • i corrispettivi delle cessioni di materie prime e sussidiarie, di semilavorati e di altri beni mobili, esclusi quelli strumentali;
  • gli indennizzi assicurativi per i beni sopra detti;
  • i corrispettivi per le cessioni di titoli che non costituiscono immobilizzazioni finanziarie;
  • il valore normale dei beni destinati al consumo personale dell’imprenditore, assegnati ai soci o destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa;
  • i contributi in denaro o il valore normale dei contributi in natura, spettanti in base a contratto;
  • i contributi in conto esercizio spettanti a norma di legge.

Non vanno compresi tra i ricavi:



COMPUTO DELLE RIMANENZE

Tra le rimanenze vanno compresi:

  • i beni alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa;
  • le materie prime e le materie sussidiarie;
  • i semilavorati;
  • le opere, le forniture e i servizi in corso di esecuzione al termine dell’esercizio, sia che essi abbiano durata ultrannuale che nel caso in cui la loro durata non supera l’anno.

Non vanno compresi tra le rimanenze i titoli.

 
Gli altri approfondimenti sull’argomento:


EconomiAziendale.net

LezioniDiMatematica.net

DirittoEconomia.net

StoriaFacile.net

SchedeDiGeografia.net

LeMieScienze.net