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Alcune merci vengono, di norma, spedite
alla rinfusa. Ad esempio i minerali, gli imballaggi.
Può accadere che tali merci siano acquistate
da più acquirenti e che la quantità giunta a destinazione non è
uguale a quella ordinata e caricata alla partenza e ciò a causa
di avarie, disperdimenti, cali naturali.
In questi casi sorge il problema di ripartire
la quantità giunta a destino tra i vari acquirenti. Spesso essi convengono
di far gravare le diminuzioni di peso subite dalla merce durante il
viaggio in modo proporzionale alle quantità spettanti a ciascuno.
Questa clausola prende il norme di clausola del pro-rata.
In questo modo ogni acquirente dovrebbe
ritirare una quantità di merce proporzionale a quella risultante dal proprio
ordine di consegna.
In pratica accade che, al momento in cui viene
ritirata la merce, non si conosce esattamente la quantità giunta a
destinazione e, di conseguenza, quella spettante ad ogni acquirente. Per
questo ognuno di essi ritira una quantità di merce che si presume, in modo
approssimativo, sia quella che gli spetta. Successivamente si procede al
regolamento delle differenze ritirate in più o in meno rispetto a quanto
spettante.
Le differenze possono essere
regolate:
La differenza è regolata in quantità
quando chi ha ritirato una quantità maggiore di merce rispetto a quanto gli
era dovuto la consegna ha chi ha ritirato una quantità minore.
La differenza è regolata in valore
quando chi ha ritirato di più rimborsa chi ha ritirato di meno. E’ questo il
caso più frequente e il conguaglio avviene in base al prezzo corrente
del giorno in cui la merce è arrivata a destinazione o del giorno di scarico
della stessa. Il prezzo a destino è comprensivo delle spese di trasporto e
di assicurazione della merce fino a destinazione. |