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  L'inventario - cos'è e a cosa serve

 

 

 
 
 
Approfondimento del 07.06.2008

 

Per ogni impresa è di fondamentale importanza sapere quali sono i beni di cui dispone e qual è il loro valore, cioè è importante conoscere la composizione e l’entità del patrimonio aziendale ad una certa data.

Per poter disporre di tali informazioni l’impresa redige l’inventario. Con questa espressione si intende l’insieme di operazioni con le quali si determina il patrimonio dell’impresa ad una certa data.

 

Queste operazioni sono:

  • la ricerca degli elementi che compongono il patrimonio dell’azienda;

  • la descrizione delle caratteristiche qualitative e quantitative di tali beni, in modo da disporre delle informazioni necessarie per una loro valutazione;

  • la classificazione dei beni in gruppi omogenei;

  • la valutazione dei beni in modo da assegnare ad ogni bene o ad ogni gruppo un determinato valore;

  • la rappresentazione delle informazioni ottenute in una apposito prospetto. Infatti, l’espressione inventario, è usata anche per indicare un prospetto che mette in evidenza il patrimonio dell’azienda.

 

Gli inventari possono essere classificati:

  • secondo l’oggetto;

  • secondo i dati in esso contenuti;

  • secondo la periodicità;

  • secondo il fine;

  • secondo la fonte dei dati;

  • secondo la forma.

 

In base all’oggetto si differenziano gli inventari generali e quelli parziali.

I primi riguardano l’intero patrimonio aziendale, mentre i secondi riguardano solamente alcuni elementi del patrimonio dell’impresa, come accade, ad esempio, con l’inventario di magazzino.

 

In base ai dati in esso contenuti distinguiamo gli inventari descrittivi, quelli a quantità non monetarie e quelli a valore.

Gli inventari descrittivi si limitano a descrivere i beni nelle loro caratteristiche qualitative. Quelli a quantità non monetarie, quantificano i beni descritti (ad esempio: 3 scrivanie, 2 computer, ecc..), ma non attribuiscono ad essi un valore. Infine, gli inventari a valore indicano anche il valore dei beni.

 

In base alla periodicità  distinguiamo gli inventari ordinari e quelli straordinari.

I primi sono compilati regolarmente a determinate scadenze (ad esempio al termine di ogni esercizio), mentre i secondi sono compilati solamente in circostanze eccezionali della vita dell’impresa (come, ad esempio, l’inventario di liquidazione).

 

A seconda del fine gli inventari si distinguono in inventari di costituzione (redatti al momento in cui sorge l’impresa in modo da evidenziare il patrimonio dell’impresa appena nata), inventari di esercizio (redatti al termine di ogni esercizio in modo da evidenziare il patrimonio esistente a tale data), inventari di cessione (redatti in caso di cessione dell’impresa con lo scopo di evidenziare il patrimonio esistente al momento della cessione), inventari di trasformazione (redatti nel caso di cambiamento della forma societaria con lo scopo di evidenziare il patrimonio esistente a tale data),  inventari di fusione (redatti nei casi in cui l’impresa si fonde con altre imprese in modo da evidenziare il patrimonio che viene apportato), inventari di liquidazione (redatti nel momento in cui l’impresa viene posta in liquidazione per evidenziare il patrimonio da liquidare).

 

A seconda della fonte dei dati distinguiamo gli inventari di fatto dagli inventari contabili.

I primi sono ottenuti attraverso operazioni di ricerca, descrizione, classificazione e valutazione dei beni che formano il patrimonio dell’impresa, mentre i secondi sono ottenuti dai dati annotati nella contabilità dell’impresa (in appositi registri o conti).

 

A seconda della forma del prospetto, gli inventari possono essere a sezioni sovrapposte o a sezioni contrapposte.

Negli inventari a sezioni sovrapposte vengono indicati, in una sola colonna, dapprima tutte le attività e, successivamente tutte le passività. Per differenza si determina il patrimonio aziendale.

Negli inventari a sezioni contrapposte, vi sono due colonne: quella di sinistra che evidenzia le attività e quella di destra che evidenzia le passività. Per differenza si determina il patrimonio netto che si scrive nella sezione nella quale il totale è inferiore.

 

Oltre agli inventari dei beni propri che hanno come scopo quello di evidenziare il patrimonio dell’impresa ad una certa data, esistono anche gli inventari dei beni di terzi. Si tratta di inventari che evidenziano beni che non fanno parte del patrimonio dell’impresa, non essendo di sua proprietà, ma che si trovano momentaneamente presso di essa (in deposito, in cauzione, in conto lavorazione, ecc…).

 
   

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