ONERI ACCESSORI SU FINANZIAMENTI

COME VANNO ESPOSTI IN BILANCIO

Aggiornato al 25.10.2008
A partire dai bilanci 2016, gli oneri accessori sostenuti per ottenere finanziamenti non sono più capitalizzabili come "altre immobilizzazioni immateriali". Per il loro trattamento contabile si vedano I mutui passivi secondo i principi contabili nazionali e Mutui passivi: scritture in partita doppia.

Gli oneri accessori sostenuti per ottenere finanziamenti (quali le spese di istruttoria, l’imposta sostitutiva su finanziamenti a medio termine, e tutti gli altri costi iniziali), possono essere capitalizzati come “ altre immobilizzazioni immateriali”.

Se una volta capitalizzati tali costi, il finanziamento non dovesse essere concesso, il costo deve essere imputato a Conto economico.

Gli oneri accessori su finanziamento devono essere ammortizzati tenendo conto della durata dei relativi finanziamenti.

Possono essere impiegati vari criteri per il calcolo della quota di ammortamento annua. Il metodo da preferirsi è quello basato su modalità finanziarie, tuttavia si può usare anche il metodo a quote costanti se i risultati che si ottengono applicando i due diversi metodi non divergono sensibilmente.

Non possono essere considerati oneri accessori di finanziamento i disaggi di emissione relativi a prestiti obbligazionari.

Per gli IAS tali costi rappresentano una componente da considerare ai fini della valutazione secondo il costo ammortizzato del finanziamento ricevuto.

A tale proposito si veda anche la R.M. 271 del 02/10/1978 secondo la quale le spese sostenute per un mutuo contratto per l’acquisto di beni strumentali vanno considerate come oneri accessori di diretta imputazione che non possono essere sgravate in un unico esercizio, ma vanno sommate al costo dei beni stessi per l’ ammortamento secondo i coefficienti previsti in tabella.

 
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