CRITERI DI VALUTAZIONE DEL MAGAZZINO

I CRITERI DI VALUTAZIONE DELLE RIMANENZE DI MAGAZZINO PREVISTI DAL CODICE CIVILE

Aggiornato al 14.12.2015

Ricapitoliamo, quelli che sono i criteri di valutazione delle rimanenze di magazzino previsti dal Codice civile all’art.2426.


REGOLA GENERALE

Minore tra
  • Costo di acquisto (se trattasi di beni acquistati presso terzi) o costo di produzione (se trattasi di beni prodotti all’interno dell’impresa)
  • Valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato

Tale minor valore non può essere mantenuto nei successivi bilanci se ne sono venuti meno i motivi.


COSTO DI ACQUISTO

Il costo di acquisto è dato da:

Costo di acquisto
- Sconti commerciali (Gli sconti finanziari non vanno portati in diminuzione del costo, ma indicati tra i proventi finanziari.)
- Abbuoni e premi
+ Oneri accessori (spese di trasporto, spese di carico e scarico, spese di assemblaggio, provvigioni, tasse e dazi di importazione)
+ IVA indetraibile (nella misura in cui l’aggiunta al costo di acquisto non faccia sì che il valore del bene superi il valore realizzabile tramite l’uso)


COSTO DI PRODUZIONE

Il costo di produzione è dato da:

Tutti i costi direttamente imputabili al prodotto
+ Costi indiretti per la quota ragionevolmente imputabile al prodotto, relativi al periodo di fabbricazione e fino al momento dal quale il bene può essere utilizzato
+ Oneri relativi al finanziamento della fabbricazione, interna o presso terzi per la quota ragionevolmente imputabile al prodotto, relativi al periodo di fabbricazione e fino al momento dal quale il bene può essere utilizzato

Sono esclusi i costi di distribuzione


Esempi: materie prime, sussidiarie, semilavorati, imballaggi, spese di trasporto, spese di carico e scarico, dazi, costi per ottenimento di licenze di produzione, manodopera diretta, manodopera indiretta, energia, ammortamenti macchinari usati nella produzione, manutenzione e riparazione macchinari usati nella produzione, costi di progettazione, costi di progettazione per studi specifici di commessa.


BENI FUNGIBILI

E' possibile calcolare il costo con il metodo:

  • della media ponderata;
  • del FIFO;
  • del LIFO

Se il valore così determinato differisce in misura apprezzabile dai costi correnti alla chiusura dell’esercizio, la differenza va indicata, per categoria di beni, nella nota integrativa.

Si considerano beni fungibili i beni che possono essere scambiati con altri dello stesso tipo.


MATERIE PRIME, MATERIE SUSSIDIARIE E DI CONSUMO

Possibile valutazione ad un valore costante se:

  • sono costantemente rinnovate
  • complessivamente di scarsa rilevanza in rapporto all’attivo del bilancio;
  • non subiscono variazioni sensibili nella loro entità, valore e composizione.

Tale criterio è adottabile fino ai bilanci relativi all’esercizio 2015 e non sarà più utilizzabile a partire dai bilanci relativi all’esercizio 2016 in seguito alle modifiche introdotte, dal D.Lgs.139/2016, all’art.2426 del Codice civile.


VARIAZIONE CRITERI DI VALUTAZIONE (ART.2423-BIS)

I criteri di valutazione non possono essere modificati da un esercizio all’altro.

Deroghe a tale principio sono consentite in casi eccezionali. La nota integrativa deve motivare la deroga e indicarne l’influenza sulla rappresentazione della situazione patrimoniale e finanziaria e sul risultato economico.

 
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