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  Finanziamenti a tasso zero - trattamento fiscale dell'operazione di finanziamento a tasso zero

 

 

 
 
 

Approfondimento del 01.10.2014

 

La cessione di beni con contestuale finanziamento a tasso zero rappresenta una particolare operazione di finanziamento con caratteristiche proprie.

In questa operazione intervengono tre soggetti:

  • l'impresa venditrice;
  • il cliente;
  • una societÓ finanziaria.

 

L'impresa venditrice cede il bene al cliente. Quest'ultimo riceve, dalla societÓ finanziaria, un finanziamento senza applicazione di interessi: per questa ragione si parla di finanziamento a tasso zero.

Tra l'impresa venditrice e la societÓ finanziaria esiste una convenzione in base alla quale, quest'ultima, si impegna ad effettuare operazioni di finanziamento a tasso zero, nei confronti dei clienti dell'impresa venditrice. L'impresa venditrice, in cambio, paga un compenso alla societÓ finanziaria.

 

Nell'ambito di questa operazione sorgono, quindi, tre rapporti giuridici:

  • un normale contratto di vendita tra l'impresa venditrice e il cliente;
  • una convenzione stipulata tra l'impresa venditrice e la societÓ finanziaria;
  • un contratto di mutuo gratuito tra la societÓ finanziaria e il cliente.

 

Per quanto riguarda il contratto di mutuo, nonostante esso venga considerato normalmente produttivo di interessi, Ŕ tuttavia ammessa una diversa pattuizione delle parti (art.1815 Codice civile).

Il contratto di mutuo risulta essere esente da IVA ai sensi dell'art.10 n.1 del DPR 633/72.

La convenzione stipulata tra la societÓ finanziaria e l'impresa venditrice, invece, non ha natura di finanziamento, dato che essa prevede esclusivamente un impegno della finanziaria ad erogare finanziamenti a terzi. Essa, dunque, rappresenta una generica obbligazione di fare per la quale l'impresa venditrice corrisponde un corrispettivo che, secondo il parere dell'Amministrazione finanziaria, non ha natura di interesse.

Trattandosi di un'obbligazione di fare dietro corrispettivo essa Ŕ soggetta ad IVA ai sensi dell'art.3 del DPR 633/72.

 

   

 

 

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