RITENUTE OPERATE DA IMPRESE AGRICOLE

IN QUALI CASI LE IMPRESE AGRICOLE OPERANO LE RITENUTE SUI COMPENSI DI AGENTI E RAPPRESENTANTI

Aggiornato al 02.12.2016

Esaminiamo l’argomento delle ritenute d’acconto operate sulle provvigioni spettanti ad agenti e rappresentanti del settore agricolo tenuto conto di quanto previsto dal DPR 600/1973 e dalla CM n.24 del 1983.


Il primo comma dell’art.25-bis del DPR 600/1973 prevede espressamente che le imprese agricole non applicano le ritenute sulle provvigioni relative a prestazioni, anche occasionali, inerenti:

  • rapporti di commissione;
  • di agenzia;
  • di mediazione;
  • di rappresentanza di commercio;
  • di procacciamento di affari.

Non hanno l’obbligo di effettuare la ritenuta le sole imprese agricole individuali mentre, per quelle organizzate in forma societaria l’obbligo rimane.


Sempre lo stesso articolo, al comma 5, prevede che la ritenuta non si applica alle provvigioni percepite:

  • dai mediatori e rappresentanti di produttori agricoli ed ittici e di imprese esercenti la pesca marittima;
  • dai commissionari che operano nei mercati ortoflorofrutticoli, ittici e di bestiame;
  • da consorzi e cooperative tra imprese agricole senza scopo di lucro.

Per ciò che concerne i commissionari e i mediatori di prodotti agricoli, la ritenuta non deve essere applicata solamente se le provvigioni sono pagate da imprenditori agricoli, mentre le provvigioni erogate da altri imprenditori sono soggette a ritenuta.

Mentre, per ciò che concerne le provvigioni percepite dai commissionari che svolgono l’attività nei mercati ortoflorofrutticoli, ittici e di bestiame non sono assoggettabili a ritenuta in nessun caso, quindi sia che essi vengano erogati da imprese agricole che nel caso in cui vengano erogati da altre imprese.

TABELLA


Ritenute d'acconto operate da imprese agricole

 
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