ATTIVITA' CONNESSE A QUELLE AGRICOLE

COME VA DETERMINATO IL REDDITO

Aggiornato al 28.09.2020

Tra le attività agricole vanno comprese anche le attività connesse all'agricoltura.

L'art.2135 del Codice civile, che contiene la nozione di imprenditore agricolo, definisce le attività connesse come "le attività, esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali, nonché le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l'utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attività agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità come definite dalla legge".


Rientrano, quindi, tra le attività agricole tre categorie di attività, svolte dallo stesso imprenditore agricolo:

  • una prima categoria rappresentata da attività di lavorazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.

    Più precisamente si tratta di attività dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione dei prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento del bestiame.

    Iniziamo con l'esaminare le attività di manipolazione e trasformazione dei prodotti del fondo, del bosco e dell'allevamento.

    La manipolazione non modifica la natura stessa del prodotto. Esempio: l'imprenditore agricolo raccoglie cicoria che lava, pulisce taglia e impacchetta per venderla già pronta per essere cucinata.

    Con la trasformazione, invece, viene modificata la natura del prodotto. Esempio: l'imprenditore agricolo impiega la frutta raccolta sul proprio fondo per farne delle marmellate.

    In questo primo gruppo di attività abbiamo anche quelle di

    • valorizzazione;
    • conservazione;
    • commercializzazione

    dei prodotti agricoli.

    Queste attività prese singolarmente non costituiscono attività connesse in quanto sono collegate, o con l'attività principale dell'impresa agraria o con le attività di manipolazione e trasformazione dei prodotti agricoli.


    Esempio:
    l'imprenditore agricolo che coltiva i suoi campi a foraggio e vende il foraggio così ottenuto. La commercializzazione del prodotto rientra nell'attività principale dell'impresa agricola e viene tassata come tale su base catastale.


    Al tempo stesso potrebbe accadere che l'agricoltore acquisti un bene da un terzo per rivenderlo così com'è senza nessuna fase di manipolazione o di trasformazione del prodotto. Anche in questi casi non ci troviamo di fronte ad un'attivà connessa e il reddito prodotto deve essere calcolato applicando le norme relative al reddito d'impresa.


    Esempio 2:
    l'imprenditore agricolo che coltiva i suoi campi a foraggio, acquista da un altro agricoltore dell'altro foraggio e provvede alla rivendita sia del foraggio prodotto direttamente che di quello acquistato da terzi. Il reddito ottenuto dalla vendita del foraggio acquistato da terzi va tassato come reddito d'impresa.


    I prodotti acquistati, inoltre, devono appartenere allo stesso comparto produttivo, cioè devono essere della stessa categoria merceologica dei prodotti ottenuti dall'azienda.


    Esempio:
    l'imprenditore agricolo che coltiva i suoi campi a foraggio e vende il foraggio così ottenuto decide di acquistare, da un altro agricoltore, della frutta da cui ottiene marmellata da vendere. Il reddito ottenuto dalla vendita delle marmellate va tassato come reddito d'impresa nei modi ordinari.


  • attività dirette alla fornitura di beni e servizi. Esempio: imprenditore agricolo che affitta un suo trattore ad un altro agricoltore;
  • attività di valorizzazione del territorio e di agriturismo.


IMPOSTE SUI REDDITI

Per poter comprendere come vanno tassati i redditi prodotti dallo svolgimento, da parte dell'imprenditore agricolo, di una delle attività connesse all'agricoltura, occorre distinguere tre casi diversi:

  • attività dalle quali si ottengono i prodotti indicati in un apposito decreto ministeriale, aggiornato ogni due anni;
  • attività dalle quali si ottendono prodotti diversi da quelli presenti nel suddetto decreto;
  • servizi svolti con le attrezzature normalmente impiegate nell’attività agricola.


PRODOTTI INDICATI NEL DECRETO MINISTERIALE

Nel caso di attività attraverso le quali si ottiene uno dei prodotti indicati nel decreto ministeriale, i redditi che ne derivano sono considerati come redditi agrari e come tali vengono tassati.

Esempio:
l'imprenditore agricolo produce olio d'oliva dalle olive raccolte dalle proprie piantagioni.
L'attività è da considerarsi connessa a quella agricola.
Il reddito prodotto dalla vendita è un reddito agrario determinato nei modi consueti, ovvero rendita catastale rivalutata del 70%.

La regola sopra esposta vale anche nel caso in cui una o più fasi del processo produttivo che fa capo all’imprenditore agricolo, sono esternalizzate.

Esempio: il produttore di olive che vende l'olio ottenuto da esse anche se si avvale del frantoio di terzi per la molitura.


PRODOTTI DIVERSI DA QUELLI INDICATI NEI DECRETI MINISTERIALI

Nel caso in cui dall'attività connessa si ottengano dei prodotti diversi rispetto a quelli indicati nel decreto ministeriale, il reddito prodotto è da considerarsi come reddito d'impresa, ma viene determinato in maniera forfettaria in misura pari al 15% dei corrispettivi registrati ai fini IVA.

Applicando il sistema forfettario non possono essere dedotti nè oneri, nè costi come costi per il personale dipendente, ammortamenti, ecc..


BENI DI TERZI

L'impiego di beni di terzi è consentito al fine di:

  • migliorare la qualità del prodotto finale. Esempio: l'imprenditore vitivinicolo che acquista uva da taglio per migliorare la qualità del vino prodotto;
  • aumentare la produzione e rendere più efficiente lo sfruttamento della struttura produttiva. Esempio: l'allevatore che acquista latte da terzi per produrre una maggiore quantità di formaggio dello stesso tipo di quello da lui ottenuto;
  • ampliare la gamma dei beni offerti. Esempio: l'imprenditore agricolo che coltiva uva russa con la quale produce della marmellata e acquista uva bianca da terzi per produrre anche marmellate di uva bianca.


CRITERIO DELLA PREVALENZA

Affinché l'attività, svolta dall'imprenditore agricolo, possa essere considerata connessa è necessario che sia rispettato il requisito della prevalenza, cioè l'attività deve avere per oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali.

Esempio:
l'imprenditore agricolo ottiene olio lavorando 200 quintali di olive ottenute dal proprio fondo e 180 quintali di olive acquistate da un altro agricoltore.
Il requisito della prevalenza è rispettato e il reddito ottenuto è tassabile come reddito agrario.


Ma come va determinata esattamente la prevalenza?

A tal fine possono essere impiegati due criteri distinti, a seconda delle condizioni che ricorrono:

  • il criterio quantitativo che consiste nel confrontare la quantità ottenuta dall'attività agricola principale con la quantità di prodotti acquistati da terzi come nell'esempio proposto in precedenza. E' chiaro che questo criterio è applicabile solamente se vengono confrontati prodotti della stessa specie;
  • il criterio del valore che consiste nel confrontare il valore normale dei prodotti ottenuti dall'attività agricola principale con il costo dei prodotti agricoli acquistati da terzi. Se, ad esempio, l'imprenditore agricolo, al fine di ampliare la gamma dei prodotti venduti acquista beni di specie diverse rispetto a quelle prodotte quello del valore è l'unico criterio applicabile per verificare che sussista il requisito della prevalenza.

Quindi, si potranno verificare quattro situazioni diverse, ad ognuna delle quali corrisponderà una diversa tassazione del reddito prodotto dalle attività connesse:

  • l'attività connessa riguarda beni che rientrano nell'elenco contenuto nel decreto ministeriale;
    • viene rispettato il requisito della prevalenza. Tutto il reddito prodotto dall'attività connessa è considerato come reddito agrario e come tale viene tassato;
    • non viene rispettato il requisito della prevalenza. In questo caso è prevista una sorta di franchigia, in altre parole il reddito conseguito con i propri prodotti e quello conseguito con i prodotti di terzi, fino a concorrenza dei prodotti propri, è tassato come reddito agrario. La parte di reddito eccedente è determinato e tassato come reddito d'impresa in base ai costi sostenuti e ai ricavi conseguiti.

      Esempio:
      l'agricoltore ha prodotto 10 quintali di mele che destina alla produzione di marmellata. Egli ha acquistato anche altri 20 quintali di mele anch'esse da impiegare per la produzione di marmellata.
      Dalla vendita di tutta la marmellata prodotta consegue 20.000 euro.
      E' evidente che il criterio della prevalenza non viene rispettato.
      Il reddito prodotto sarà diviso in due parti:

      • la prima proporzionale alla somma della quantità (o del valore, nel caso in cui la prevalenza è determinata a valore) prodotta in azienda e della quantità acquistata da terzi fino a raggiungimento della quantità prodotta in azienda, ovvero

        quantità prodotta in azienda ql 10 + quantità acquistata (fino a concorrenza di quella prodotta in azienda) ql 9,9 = ql 19,9
        quantità acquistata per la parte eccedente (20 - 9,9) = ql 10,10
        Reddito agrario: 20.000 € x 19,9/(10+20) = € 13.267

      • la seconda per la parte restante.

        Reddito d'impresa: 20.000 - 13.267 = 6.733

  • l'attività connessa non riguarda beni che rientrano nell'elenco contenuto nel decreto ministeriale.
    • viene rispettato il requisito della prevalenza. In questo caso il reddito è tassato in maniera forfettaria in quanto il reddito imponibile è dato dal 15% dei corrispettivi registrati ai fini IVA;
    • non viene rispettato il requisito della prevalenza. In questa ipotesi l'attività non può essere cosiderata connessa e il reddito è considerato come reddito d'impresa e viene determinato come differenza tra costi sostenuti e ricavi conseguiti.


PRESTAZIONE DI SERVIZI

Nel prestare servizi a terzi, l'imprenditore agricolo può usare:

  • sia attrezzature normalmente impiegate nell’attività principale
  • sia attrezzature utilizzate solo nell’attività di servizi per conto terzi.

Tuttavia, per essere considerata attività connessa è necessario che i servizi a terzi siano forniti prevalentemente con attrezzature normalmente impiegate nell’attività principale rispetto ad attrezzature che sono impiegate solo nell’attività di servizi per conto terzi.

Il confronto va fatto in base al criterio del valore, cioè confrontando il fatturato realizzato con l’impiego di ciascuna specifica attrezzatura.


Esempio:
l'imprenditore agricolo presta servizi a terzi mediante un trattore che usa normalmente nell'attività agricola pricipale e mediante una trebbiatrice che, invece, viene usata solo per prestare servizi a terzi.
Il fatturato conseguito dalle prestazioni di servizi a mezzo trattore ammonta a 20.000 euro, mentre quello conseguito dall'uso della trebbiatrice ammonta a 18.000 euro.
Il requisito della prevalenza è rispettato.

Va precisato che, nell’effettuare questo confronto, non possono essere comprese tra le attrezzature normalmente impiegate nell’attività agricola esercitata dalla propria azienda, beni le cui potenzialità sono sproporzionate rispetto all’estensione dei terreni dell’imprenditore agricolo o che non siano necessari nello svolgimento delle sue colture.

Le prestazioni di servizi, quando rientrano tra le attività connesse all'agricoltura, producono un reddito pari al 25% dei corrispettivi registrati ai fini IVA.

Esempio:
l'imprenditore agricolo usa il trattore normalmente impiegato nei campi per sgombrare la neve su alcune strade private.
Per tale servizio ha riceuto un corrispettivo di 500 euro.
Il reddito derivante da tale attività è considerato pari a 125 euro (500 x 25%).

Anche in questo caso l'applicazione del regime forfettario non consente la deduzione di oneri, nè di costi.


ATTIVITA' OCCASIONALI

I redditi derivanti da attività connesse esercitate occasionalmente dall'imprenditore agricolo vengono determinati applicando:

  • la percentuale del 15% se si tratta di attività di manipolazione e trasformazione dei prodotti;
  • la percentuale del 25% se si tratta di attività di prestazione di servizi.

I redditi conseguiti occasionalmente sono classificati come redditi diversi.


AGRITURISMO

Le persone fisiche, le imprese familiari, le società di persone, che esercitano attività di agriturismo possono determinare il reddito derivante da tale attività, applicando al totale dei ricavi la percentuale del 25%. In alternativa è possibile determinare il reddito nei modi ordinari.

 
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