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  L'attività a video terminale - i problemi che essa può creare- del Dott.Cristiano Ravalli  -Guida di Medicina del Lavoro del Portale DADA.net

 

 

 
 

 

Approfondimento del 30.07.2007

 

L'attività a computer può determinare affaticamento oculo-visivo i cui principali fattori di rischio sono la inadeguata correzione delle lenti, le condizioni microclimatiche e di illuminazione sfavorevoli e tempi prolungati di utilizzo

 

Le problematiche di salute legate all’attività comportante utilizzo di computer (unità video) interessano principalmente 3 apparati: quello oculo-visivo, osteoarticolare e psicologico. In questa prima parte analizziamo quelle oculo-visive.

 

Vorrei subito togliere ogni dubbio riguardo il peggioramento della capacità visiva a seguito di lavoro a pc. I difetti di rifrazione (miopie, ipermetropie, astigmatismi) non peggiorano se un lavoratore trascorre molte ore al computer. Eventualmente se non corretto o mal corretto il lavoratore può accusare disturbi legati alla cattiva o mancata correzione.

 

Le problematiche maggiori si riscontrano con i disturbi della motilità oculare: alterazioni, anche lievi, della motilità oculare (il sistema che garantisce i movimenti degli occhi ed il meccanismo dell’accomodazione-convergenza) possono determinare “stanchezza visiva” che, con un termine scientifico definiremo “astenopia”.

 

Anche fattori extra oculari possono aggravare o scatenare una astenopia. Ad esempio scarse o eccessive condizioni di illuminazione, la presenza di abbagliamenti o riflessi sul monitor sia essi determinati dall’illuminazione artificiale che naturale. Anche le condizioni microclimatiche possono condizionare disturbi astenopici (temperatura, umidità dell’aria), soprattutto per chi utilizza lenti a contatto. In alcuni soggetti inoltre è scarsa la produzione lacrimale, condizione che può aggravare il senso di secchezza.

 

Infine i tempi di utilizzo del pc: trascorrere molte ore con una visione ravvicinata e protratta é la principale causa di stanchezza visiva.

 

Le visite di idoneità sono previste dal titolo VI del Decr. Leg.vo 626/94 e dall’art. 21 della Legge 422/2000 e sono previste. Qualora il lavoratore operi a videoterminale per un tempo superiore alle 20 ore complessive settimanali (4 ore medie al giorno) è d’obbligo la sorveglianza sanitaria. Le visite devono essere corredate da un esame della vista e degli occhi. In genere il medico competente utilizza un ortoanalizzatore (uno strumento di screening visivo) o invia allo specialista oculista per un controllo oculistico e ortottica (della motilità oculare). La periodicità delle visite è biennale sopra i 50 anni e ove presenti prescrizioni. In tutti gli altri casi è quinquennale (salvo controlli più ravvicinati stabiliti dal medico competente).

 

 

L'attività a computer spesso determina sindromi dolorose alla struttura osteomuscolare della parte alta del corpo, dovuta a posture incongrue o scelta di arredi inadeguati

 

Le problematiche di salute legate all’attività comportante utilizzo di computer (unità video) interessano principalmente 3 apparati: quello oculo-visivo, osteoarticolare e psico-sociali. In questa seconda parte analizziamo quelle osteo-articolari.

 

Per quello che riguarda l’attività a videoterminale e apparato osteoarticolare appare subito chiaro che i distretti maggiormente interessati sono quello della colonna vertebrale cervicale e le articolazioni del tratto superiore (spalle, gomiti, polsi, mani).

 

Le sindrome dolorose antalgiche possono essere determinate da posizioni di lavoro incongrue determinate da inadeguatezza degli arredi o da posizioni costrette prolungate.

 

Tra le tante sindromi dolorose o semplicemente fastidiose la più comune è la cervicalgia muscolare in cui alla base non ci sono alterazioni anatomiche della colonna vertebrale ma più semplicemente una contrattura costante della muscolatura paravertebrale dovuta a scarso movimento e posizioni inadeguate prolungate durante il lavoro.

 

Non è quindi tanto il computer la causa di questo tipo di disturbi quanto piuttosto l’ambiente circostante (arredi) ed il tempo trascorso al pc.

 

E’ obbligatoriamente sottoposto a sorveglianza sanitaria (visite mediche) chi utilizza il computer per almeno 20 ore settimanali. Obbligatoria anche la formazione dei lavoratori.

 

L’art 52 del Decr. Leg.vo 626/94 prevede che, oltre all’esame della funzione visiva, il medico competente valuti i “problemi legati alla postura”.

 

La prevenzione ed il trattamento di questo tipo di disturbi suggeriscono semplicemente l’attività fisica: stretching, ginnastica,fisiocinesiterapia  per mobilizzare i distretti colpiti. Occorre però essere certi di poter escludere altre cause.

 

 

Esistono fattori lavorativi di stress che si interscambiano con fattori individuali di personalità: la genesi dello stress

 

Le problematiche di salute legate all’attività comportante utilizzo di computer (unità video) interessano principalmente 3 apparati: quello oculo-visivo, osteoarticolare e psico-sociali. In questa parte analizziamo quelli psicosociali.

 

Un aspetto spesso trascurato sono le conseguenti psicosociali legate all’attività a computer o meglio all’attività di ufficio più genericamente.

 

L’art. 53 del Dec. Leg.vo 626/94 prevede che il datore di lavoro assegni compiti e mansioni comportanti uso di videoterminale evitando la ripetitività e la monotonia delle operazioni.

 

Il medico competente che effettua la sorveglianza sanitaria deve tener conto anche di eventuali problemi legati all’affaticamento mentale.

 

E’ obbligatoriamente sottoposto a sorveglianza sanitaria (visite mediche) chi utilizza il computer per almeno 20 ore settimanali (art. 21 Legge 319/2001).

 

I fattori di rischio lavorativi nella genesi dello stress sono principalmente: conflitti di ruolo o ambiguità di ruolo (non saper quale è la propria mansione/compiti), eccessiva o scarsa responsabilità, sovraccarico o sottocarico di lavoro, ritmo eccessivo, monotonia, problematiche con colleghi o superiori, restrizioni, assenza di sicurezza del posto di lavoro, interfaccia con l’esterno (pendolarismo, problematiche a gestire lavoro e famiglia).

 

Tutti questi fattori vengono interfacciati da caratteristiche di personalità o fattori individuali che determinano una capacità maggiore o minore di “sopportare” i fattori sovracitati.

 

Le conseguenze sono le più disparate. Sintomi quali cefalea, disturbi gastrici, palpitazioni, insonnia, ansia, depressione.

 
   

 

 

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