VENDITA BENI DI IMPORTO NON SUPERIORE A 516,46 EURO

ASPETTI CONTABILI

Aggiornato al 21.11.2019

Il comma 5 dell’art.102 del TUIR prevede che " per i beni il cui costo unitario non è superiore a 516,46 euro è consentita la deduzione integrale delle spese di acquisizione nell’esercizio in cui sono state sostenute".

Contabilmente, la deduzione del costo di tali beni, nell’esercizio di sostenimento può essere considerata corretta se si ritiene che i beni non cederanno la loro utilità all’impresa nell’arco di più esercizi.

Supponiamo che l’impresa Alfa Srl abbia acquistato attrezzature per un importo pari a 500 euro + IVA 22%.

Trattandosi di beni il cui costo unitario non eccede i 516,46 euro e poiché si ritiene che tali beni non potranno cedere la loro utilità all’impresa oltre l’esercizio, si decide di rilevare il costo tra i componenti negativi di reddito.

Si redige, pertanto, la seguente scrittura:


Acquisto beni di importo inferiore a 516,46 euro

Il conto “Beni importo inferiore a 516,46” rappresenta un componente negativo di reddito che, in sede di operazioni di chiusura, confluisce a Conto economico.

Supponiamo che nell’esercizio successivo l’impresa riesca a vendere tali attrezzature. Il valore concordato col venditore è di 200 euro + IVA 22%. Vediamo come va rilevata la vendita.

L’importo della fattura sarà pari a 244 euro. Essa andrà registrata nel modo seguente:


Vendita beni di importo inferiore a 516,46 euro

Il ricavo conseguito rappresenta un componente straordinario di reddito e più precisamente una sopravvenienza attiva, trattandosi di nuovi ricavi che si aggiungono ai precedenti sorti in relazione a fatti estranei alla gestione ordinaria dell’impresa.

 
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