www.MarchegianiOnLine.net   
 
Iscriviti alla nostra newsletter gratuita  
 
 
 
 Home page  -   Scrivici  -   Collabora  -    Chi sono
 

 

 
     
 

 

I nostri ebook

 
 
R.M. 1579 del 16/02/1982

Oggetto:

Ilor.  Terreni posseduti ed utilizzati da una società.

Sintesi:

Ai  fini dell’Ilor  i redditi degli immobili non costituenti beni strumentali, anche  se appartenenti  a società  di persone  ed a persone giuridiche, vanno separati  ed autonomamente  tassati nel  loro ammontare determinato sulla base delle  risultanze catastali  ai sensi del titolo II› del DPR 29.09.73, n. 597, a prescindere dal risultato di esercizio.                                    

Testo:

Con  istanza del  18 novembre 1980 l’Amministratore unico della società .....ha  chiesto se  si possa riconoscere la natura di beni strumentali ai  terreni posseduti  ed utilizzati  dalla  stessa società per l’esercizio  di attività esclusivamente  agricola e,   conseguentemente, se sia  legittimo determinare, anche  ai fini  Ilor,  il reddito dei predetti  terreni in base ai costi ed ai ricavi  contabilizzati e  non secondo  le risultanze catastali ai sensi  delle disposizioni  contenute nel  titolo secondo  del D.P.R. n. 597, come  indicato nelle   istruzioni  contenute   nei  modelli  di  dichiarazione  dei  redditi.

A   parere  dell’istante   una  risposta  positiva troverebbe fondamento nelle disposizioni  contenuti agli  artt. 40 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 597, e 5,  secondo c.,  del  D.P.R. 29 settembre 1973,  n. 598, nonché nell’art.  4, quinto  c., del  D.P.R. 29 settembre 1973, n. 599, secondo una interpretazione delle  norme  medesime  in  contrasto con  quella seguita dall’Amministrazione nella  stesura  delle  istruzioni  riportate alla  determinazione del  reddito derivante   da  cespiti   immobiliari,  emanate  nel presupposto che i terreni coltivati     non    debbano     essere    considerati    beni    strumentali.

Al  riguardo si  osserva  preliminarmente che la disposizione  contenuta nella seconda  parte  dell’art.  40  del D.P.R.  n. 597  ("i redditi  degli immobili posseduti   da  società   in  nome  collettivo  e  in  accomandita   semplice concorrono   a  formare   il  reddito  complessivo come componenti del reddito d’impresa)  va  interpretata  in  relazione alle  disposizioni contenute nella seconda  parte del  secondo c. dell’art. 52 dello stesso D.P.R. n. 597 laddove è  stabilito che  i redditi degli immobili indicati nell’art. 21/597, che non costituiscono  beni  strumentali  per  l’esercizio dell’impresa,  concorrono a formare   il  reddito   di  impresa  nell’ammontare  determinato  secondo   le disposizioni  del titolo  II e cioè in base alla rendita catastale rivalutata ovvero,  se trattasi  di fabbricati locali, tenendo conto, qualora verifichino

le  situazioni di  cui all’art. 2,  secondo c., della L. 23 febbraio  1960, n. 131, del reddito effettivo.                                                  

Dal  combinato disposto  delle summenzionate norme si evince che soltanto  gli immobili  aventi natura  di beni strumentali concorrono direttamente a formare il  reddito  d’impresa  -  e quindi  non vanno  evidenziati nel corrispondente quadro  di dichiarazioni  dei redditi  - in quanto gli elementi  reddituali ad essi  riferibili si  intendono confusi tra i componenti  positivi  e  negativi del  reddito stesso;  di contro quelli non aventi detta natura pur confluendo, ma  autonomamente, nel  reddito di impresa, vanno determinati sulla base delle risultanze   catastali.  Le   regole  sin qui evidenziate trovano applicazione anche  nei confronti  delle società di capitali in forza  del  richiamo  alle

citate  norme effettuato  dai c.  secondo e quarto dell’art.  5 del D.P.R.  n.598.                                                                          

Chiarito  quindi che  sia ai fini  Irpef che ai fini Irpeg la  distinzione tra immobili  costituenti o  non beni  strumentali rileva soltanto in ordine  alla modalità  di determinazione  del reddito di impresa, si ritiene utile per  la soluzione  del quesito  in esame se detta dicotomia possa considerarsi  valida per   ogni  tipo   di  immobile  e  quindi  anche  per  l’immobile  "terreno".

Non  vi è  dubbio che all’immobile "terreno" può riconoscersi natura di bene strumentale  soltanto  quando  esso  viene finalizzato,  sottraendolo alla sua destinazione  naturale, a   partecipare ad un  processo produttivo (come,  per esempio,  nel caso   di "terreno" permanentemente  adibito da imprese  edili a deposito di materiale).                                                       

Quando,  invece, l’immobile  "terreno" viene utilizzato nel rispetto della sua natura  funzione  (coltivazione,  pascolo  ecc.) non  può essere  considerato bene  strumentale  bensì  fattore  di produzione  in quanto  di per se stesso produttivo di reddito.                                                       

In   quest’ultima  fattispecie   rientra  evidentemente  il caso rappresentato dalla  società  istante  la  quale, pertanto,  per la  compilazione del  Mod.760/A   è  tenuta   a  seguire  le  istruzioni contenute nella nota prima del modello  stesso (concernenti   i redditi degli  immobili non costituenti  beni strumentali),  le quali  istruzioni trovano fondamento nel combinato  disposto di  cui  agli  artt.  28,  secondo c.,  e 51,  quarto c.,  del D.P.R.  n. 597.

Per   quanto  concerne   la  parte  del  quesito  relativa  alla  modalità di applicazione  dell’imposta località  sui redditi vanno fatte  preliminarmente le seguenti considerazioni:                                                   

a)  L’art. 4,  quinto  c., del D.P.R. 29  settembre 1973, n. 599,  prevede che l’imposta  locale sui  redditi  fondiari è applicata separatamente  anche nei confronti  delle società  di persone  e dei soggetti all’Irpeg atteso  che la finalità  dell’Ilor è  di  attribuire il relativo gettito  direttamente agli enti  locali nella  cui circoscrizione  il reddito è prodotto. Ciò  in forza dei  principi fissati  dal combinato disposto dell’art. 4, n. 2), e  dell’art.2,  n. 15),  della  L. 9 ottobre 1971,  n. 825, concernente delega  al Governo per la riforma tributaria.                                                   

Tale  disposizione devesi   ritenere tuttora in  vigore, nonostante il  regime transitorio,  introdotto dal   D.L. 23 dicembre  1977, n. 936,  convertito con modificazioni  nella  L.  23  febbraio 1978,  n. 38,  prorogato sino  al 1982, secondo  cui  l’Ilor  si  applica con  l’aliquota unica  del 15%,  si riscuote mediante   autoliquidazione  in   base  alla  dichiarazione  dei redditi ed il relativo    gettito    rimane    acquisito    al    bilancio   dello    Stato.

b)   La  normativa   di  cui  all’art.  40/597 va interpretata in relazione al sistema  di  tassazione  ai  fini Ilor  (coesistente al  momento della riforma tributaria:   1  gennaio   1974),  secondo  cui  si  provvedeva  alla separata iscrizione   a  ruolo   dell’Ilor  sui  redditi  dominicali  dei terreni e sui redditi  agrari, nonché  su quelli dei fabbricati sulla base delle risultanze del  catalogo al   31 agosto di  ciascun periodo d’imposta  (art. 6/599, primo c.).                                                                         

c)   Restano  esclusi   dalla   suddetta  iscrizione  a  ruolo   gli  immobili costituenti  "beni  strumentali"  perché,  come dianzi  precisato, i relativi elementi  reddituali debbono  considerarsi  confusi nei componenti negativi  e positivi  del reddito  di impresa, talché ben difficilmente è  individuabile il  loro reddito   autonomamente da quello  d’impresa (si pensi,  per esempio, alla  difficoltà di  calcolare il reddito del fabbricato adibito ad officina, condotta   dal  suo   proprietario,  enucleandolo  dal  reddito  di  esercizio dell’impresa).                                                                

Tale  assunto spiega  il  richiamo all’art. 40 del  D.P.R. 1973, n. 597  fatto nel quinto c. dell’art. 6/599.                                               

Alla  stregua delle  sopra esposte considerazioni ritiene la scrivente che, ai fini  dell’Ilor, i  redditi  degli immobili non costituenti  beni strumentali, anche  se appartenenti  a società di persone ed a persone giuridiche, debbono essere  separatamente ed  autonomamente tassati nel loro ammontare determinato sulla  base delle  risultanze catastali ai  sensi del titolo II del D.P.R.  n.597,   a  prescindere   dal  risultato   (utile  o   perdita)  di   esercizio.

 

 

Torna all'elenco di leggi e decreti   

   
 
 
 

 
Vai all'elenco di tutti i nostri approfondimenti
Accedi ai nostri corsi gratuiti
Guarda cosa puoi acquistare nell'area shopping
Visualizza le nostre utilità

 

 
 

 
 

 
 www.EconomiAziendale.net
 

 
www.SchedeDiGeografia.net
 

 
www.StoriaFacile.net
 

 
www.LezioniDiMatematica.net
 

 
www.DirittoEconomia.net
 

 
www.LeMieScienze.net
 

 

 

 


Questo sito viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Il materiale presente sul sito non può essere riprodotto senza esplicito consenso dell'autore

Disclaimer-Privacy

Partita IVA: 02136250681