www.MarchegianiOnLine.net   
 
Iscriviti alla nostra newsletter gratuita  
 
 
 
 Home page  -   Scrivici  -   Collabora  -    Chi sono
 

 

 
   

I nostri ebook

 

 

 
 

C.M. 11 del 10/04/1991

Oggetto:

Art.2,  comma  1,  lettere  a),  b)  e  c)  e  4  del  dl 27/4/90  n.90, convertito,  con modificazioni, dalla legge 26 giugno 1990, n.165. Nuovo regime    di   determinazione   del   reddito   di   impresa   derivante dall’esercizio   delle  attività  agricole  svolte  dalle  società  di capitali e dagli enti ad esse assimilati.

Sintesi:

Si  forniscono chiarimenti in ordine alla modifica dell’art.51 TUIR effettuata con  l’art.2, comma  1, lett.a),  del DL  90/90 convertito, con modificazioni, nella  L.165/90 e  dell’art.78, comma  2, TUIR  effettuata dallo stesso art.2, comma   1  lettera   b)  specificatamente   riguardo  all’ambito  oggettivo  e soggettivo  e inoltre  si forniscono  chiarimenti sui  comportamenti da tenere nel  passaggio  dal  previgente  regime  determinazione del  reddito a  quello applicabile per effetto del nuovo regime e sul regime contabile vigente.

Testo:

PREMESSA  L’articolo 2,   comma 1,  lettera a),  del decreto  legge 27  aprile 1990,  n.  90  convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 26  giugno  1990, n.   165,  ha aggiunto  nel  comma  2  dell’articolo  51 del Testo unico delle

imposte  sui redditi,   approvato con  decreto del Presidente della Repubblica 22   dicembre 1986, n. 917, la lettera c), che recita testualmente: "i redditi dei  terreni  per   la   parte   derivante   dall’esercizio   delle  attività agricole  di  cui  all’articolo  29  pur  se  nei limiti  ivi stabiliti,   ove spettino    ai   soggetti   indicati  nelle  lettere  a)  e  b)  del  comma  1dell’articolo   87".   Con   lo  stesso   comma   1,    lettere   b)    e   c) dell’articolo   2  del   citato  decreto   si è  provveduto, rispettivamente, ad  aggiungere nel  comma 2  dell’articolo 78 del TUIR  un  periodo,  in  base al   quale le  disposizioni ivi  contenute non  si applicano ai redditi di cui alla  menzionata lettera  c), inserita  nel comma 2 dell’articolo 51 del Testo unico  medesimo,  e  a sostituire  nel comma  1  del successivo articolo 95 le parole "da 52 a 78", con le parole da "52 a 77".                             

Il  comma 4  dell’articolo 2 del predetto decreto legge dispone che i soggetti indicati   nell’articolo  51,   comma 2,  lettera c),  del TUIR,  che svolgono attività  di  allevamento,   sono  obbligati  a  tenere  anche  le  scritture contabili   previste  dall’articolo   18  bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.                                        

Poiché  le suindicate  disposizioni  legislative  comportano  un  sostanziale mutamento   dei criteri  di determinazione del reddito d’impresa nei confronti dei  soggetti ivi  indicati con la presente circolare vengono  forniti  alcuni chiarimenti  in ordine  alla portata, a regime, delle disposizioni stesse e ai comportamenti    da   tenere    nel   passaggio   dal   previgente  regime  di determinazione  del reddito   a  quello  applicabile  per  effetto  del  nuovo regime.                                                                      

1.  Ambito soggettivo  Le  disposizioni  in commento  si applicano ai soggetti indicati  nelle  lettere  a)  e  b)  del  comma  1  dell’articolo 87  del TUIR residenti  nel  territorio  dello Stato  e cioè:   società per  azioni e  in accomandita  per  azioni,   società a  responsabilità  limitata,    società cooperative   e  società   di   mutua assicurazione,  enti pubblici e privati diversi   dalle  società   che  hanno  per  oggetto  esclusivo  o  principale l’esercizio di attività commerciali.                                        

Ne  restano pertanto  esclusi le imprese individuali, le società di persone e gli  enti non  commerciali e le società e gli enti di cui alla lettera d) del citato   articolo  87,   salvo  che  questi  ultimi  siano  società  ed  enti commerciali    che  non   abbiano  nel  territorio  dello  Stato  una  stabile organizzazione.                                                               

2.   Ambito  oggettivo  L’inserimento nel  comma 2  dell’articolo 51  del TUIR della   lettera   c)   dei  redditi   dei  terreni,   per  la  parte derivante dall’esercizio  delle attività  agricole di  cui al  precedente articolo  29, ancorché  non eccedenti  i limiti  ivi  stabiliti  comporta che detti redditi sono  considerati  redditi  d’impresa  e  come  tali  soggetti  agli  ordinari criteri   di   determinazione   applicabili agli  altri redditi  riconducibili alla stessa categoria.                                                       

Per   effetto  dell’esplicito   riferimento  alle attività agricole di cui al citato  articolo 29,   rientrano nell’ambito oggettivo di  applicazione  della nuova  disposizione: le  attività dirette alla coltivazione del terreno, alla silvicoltura   e  alla   funghicoltura,  l’allevamento  di animali con mangimi ottenibili  per almeno  un quarto  dal  terreno,  le  attività  dirette  alla manipolazione,    trasformazione   e    alienazione  di  prodotti  agricoli  e zootecnici,   ancorché non  svolte sul terreno,  che rientrino nell’esercizio normale  dell’agricoltura  secondo   la  tecnica  che  lo  governa,  ancorché abbiano   per  oggetto   prodotti  ottenuti  per almeno la metà dal terreno e dagli animali allevati su di esso.                                           

Resta  fuori dall’ambito  oggettivo di applicazione  della  norma  il  reddito dominicale   del terreno,   il quale continua a concorrere alla formazione del reddito   d’impresa   secondo   le  disposizioni   del  Capo   II  del   TUIR.

Ai  sensi della  norma in commento la  determinazione  del  reddito  derivante dalle   attività  agricole   sopra  elencate  avviene  in  base agli ordinari criteri,   come già  evidenziato in premessa,  e  quindi  assumono  rilevanza fiscale   gli  ammortamenti,   gli accantonamenti,  le sopravvenienze attive e passive,    le   esistenze    iniziali   e    le   rimanenze    finali,   ecc.

3.   Ammortamenti In  relazione a   tale  componente  reddituale  si  rammenta che   i   terreni,  ancorché  assolvono   a  una  funzione di  strumentalità nell’esercizio  delle attività,  non sono  ammortizzabili, atteso che, per la loro  natura,  non  sono  suscettibili  di deperimento  e  consumo   e  quindi difettano   del  requisito richiesto,  sia  dalla normativa civilistica sia da quella  fiscale,   perché  l’ammortamento  stesso  possa  essere  effettuato.

Va  tuttavia rilevato  che le costruzioni rurali assumono autonoma  rilevanza, rispetto   ai  terreni   su  cui  insistono,  ai fini della determinazione del reddito  d’impresa nel  senso che il relativo costo di acquisizione, allorché trattasi  di beni  strumentali, è ammortizzabile secondo le regole ordinarie.

I   beni  materiali   strumentali  per  l’esercizio   delle   attività   sono ammortizzabili     nella   misura    non   superiore   a   quella   risultante dall’applicazione  al costo  dei beni stessi dei coefficienti stabiliti con il decreto  del Ministro  delle Finanze 21 dicembre 1988, previsti nei Gruppi I e II della tabella allegata al decreto stesso.                                 

Va  precisato che  l’ammortamento di cui trattasi può essere effettuato anche per  i beni   acquistati  ed  entrati  in  funzione  nei  periodi  di  imposta antecedenti   a  quello   a  partire  dal  quale ha effetto la disposizione in argomento,   ma limitatamente  alle eventuali  quote  residue  correlate  agli esercizi   compresi  nel  periodo di ammortamento - da determinarsi in base ai coefficienti suindicati - non ancora decorso.                                

4.   Scorte vive  Relativamente ai  costi sostenuti per l’acquisto di animali, in  coerenza con quanto  affermato  da questo Ministero con la risoluzione del 5  luglio 1980,  n.  9/1342,   non può  farsi ricorso al normale ammortamento previsto   per  i  beni  materiali,   fermo restando  che i  costi stessi sono deducibili  ai sensi dell’articolo  74,  comma  3  del TUIR,  essendo indubbio che  essi esplicano  utilità per  un ambito temporale superiore all’esercizio di sostenimento.                                                             

Tale   regola  vale   esclusivamente per gli animali non rientranti tra quelli alla  cui produzione  e al cui scambio è  diretta  l’attività  dell’impresa, nel   qual  caso   i  costi  in  parola concorrono alla formazione del reddito dell’esercizio  di sostenimento  se gli animali  cui  afferiscono  sono  stati ceduti  nel corso  dell’esercizio o,  in caso contrario, restano sospesi, come rimanenze   finali,  in   attesa  del   conseguimento  dei  correlati  ricavi.

Tali  rimanenze concorrono  a formare il reddito per un valore non superiore a quello  risultante raggruppando,   ove possibile,  le scorte vive in questione in  categorie omogenee  per natura e per valore e attribuendo a ciascun gruppo un  valore non  inferiore a quello determinato ai sensi del comma 2 e seguenti dell’articolo  59 del  TUIR,  tenendo conto a tal  fine  dell’eventuale  costo d’acquisizione e delle spese di mantenimento.                           

In   caso  di   impossibilità  a  raggruppare  le  scorte  vive  in categorie omogenee,   la relativa  valutazione sarà effettuata  a  costi  specifici,  a norma  del comma  5 dello stesso articolo 59, tenendo presente che il costo di acquisto,  ove sostenuto,  va incrementato delle spese di allevamento relative all’esercizio,   per  la   parte  del  loro  ammontare  attribuibile a ciascun animale.                                                                     

5.    Piante  destinate   alla  silvicoltura  ed  alla  produzione  di  frutta.

Analogamente  a quanto  affermato  per  le  scorte  vive,  anche  i  costi  di acquisizione   e  di   mantenimento delle piante destinate alla silvicoltura e alla  produzione  di   frutta,  non  sono  ammortizzabili  secondo  i  criteri ordinari   ma,  rientrando   tra  le  spese  relative  a  più esercizi,  sono deducibili  secondo la  regola stabilita nell’art.  74, comma 3, del TUIR.  Va precisato   che  tanto   i costi di acquisizione quanto quelli di mantenimento devono  essere patrimonializzati  fino al conseguimento dei  ricavi  derivanti dalla  vendita  del  legname  ottenuto  con  il  taglio  delle  piante stesse.

Con  riguardo alle  piante da frutta, le spese di mantenimento sono deducibili nell’esercizio  di sostenimento  se la cessione della frutta avviene nel corso dell’esercizio  stesso ovvero  nell’esercizio nel quale la cessione stessa  si verifica.                                                                    

La   frutta non  esitata nell’esercizio in cui è stata prodotta concorrerà a formare  il reddito  d’impresa come rimanenze finali,  la cui  valutazione  va effettuata  ai sensi  dell’articolo 59 del TUIR.  Analogo principio vale anche per gli altri prodotti del settore.                                           

6.   Regime transitorio  Considerato che  le società   e  gli   enti  di  cui alle   lettere  a)   e  b) dell’articolo  87  del  TUIR  sono  obbligati  alla tenuta    delle  scritture   contabili  ordinarie   previste  dalla  normativa civilistica,   nel  passaggio  dal previgente   regime  di  determinazione del reddito  su base  catastale a quello analitico  stabilito  dalla  disposizione

in   rassegna   non   può   trovare  applicazione  il   D.P.R.  n.   689  del 1974,    la   cui    disciplina   riguarda  esclusivamente   le   ipotesi   di passaggio   dal    regime    di    contabilità  semplificata   a   quello  di contabilità  ordinaria.  Pertanto,  la situazione patrimoniale risultante dal bilancio  al 31  dicembre  1989   o  alla   data  di  chiusura  dell’esercizio chiuso  anteriormente al  periodo di  imposta in corso alla data di entrata in vigore  del  D.L.   n.  90  del  1990   (1  maggio   1990) costituisce  quella iniziale  per le rilevazioni contabili del periodo stesso, fermo  restando che

le  spese e  gli altri  componenti negativi  ivi risultanti,  relativi a  più esercizi   influenzeranno  la   determinazione  del  reddito imponibile  degli esercizi   successivi  a   quelli  soggetti  alla previgente disciplina,  alle condizioni   e  nei  limiti  stabiliti  dalle  disposizioni contenute nel TUIR che presiedono alla determinazione del reddito d’impresa.                    

In   particolare,  si  precisa che le rimanenze finali risultanti dal bilancio alle  date suindicate,   poichè si sono formate in  periodi  di  imposta  nei quali   non  hanno   avuto autonoma rilevanza ai fini della determinazione del reddito  di impresa  sulla base dei criteri allora vigenti,  continuano a  non avere   rilevanza  anche   nei  periodi  di  imposta  disciplinati dalla nuova normativa;  analogamente non  concorrono a formare il reddito di detti periodi i  ricavi conseguiti   a  seguito  della  cessione  dei  beni  costituenti  le suindicate   rimanenze,  nè   le sopravvenienze attive e passive imputabili a tali  periodi di  imposta ma riferibili a costi e ricavi di quelli precedenti.

I  costi relativi  alle piante destinate alla silvicoltura e  alla  produzione di   frutta,  iscritti   in  bilancio  come spese pluriennali,  analogamente a quanto  già affermato  in  relazione  all’ammortamento  del  costo  dei  beni ammortizzabili  acquistati in  periodi di imposta precedenti a quello in corso alla  data di  entrata in vigore del D.L.  n.  90 del 1990,  influenzeranno il reddito  di detto  periodo e di quelli successivi, limitatamente alle quote ad essi imputabili.                                                             

8.  Obbligo contabile  Ai sensi  del comma 4 dell’articolo 2 del decreto legge in  esame,  i  soggetti indicati  nel  paragrafo  n.  1 che svolgono attività di  allevamento,  sono  obbligati a  tenere anche  il registro  cronologico di carico  e  scarico   degli animali   allevati di  cui all’articolo  18 bis del D.P.R.   n.   600  del 1973  in aggiunta  alle scritture  contabili prescritte dallo   stesso  decreto   per  i soggetti sottoposti al regime di contabilità ordinaria.   Circa le  modalità di  tenuta di  detto registro si rimanda alle istruzioni  fornite con  circolare n.  150 dell’1  dicembre 1978.  Tuttavia si ritiene  opportuno precisare  che le  risultanze  del  suindicato  registro  - il   quale  non   può  essere  più considerato scrittura contabile esclusiva - svolgono una  funzione  di  mero riscontro,   ai   fini dell’accertamento, atteso che il criteri di determinazione analitica del  reddito presuppone  che la  rilevazione dei costi e dei ricavi imputabili all’esercizio   deve  essere  effettuata  secondo  le prescrizioni delle norme civilistiche o speciali.                                                      

Si   precisa  che   devono,  tra  le  altre,  essere tenute anche le scritture ausiliarie  di cui  all’art.  14, comma 1, lett.  d),  del D.P.R.  n.  600 del 1973,   ricorrendo  le   condizioni  previste  nel  successivo comma 6.  Detto obbligo  tuttavia si  renderà operante a partire dal periodo di imposta 1993, sempre  che si  siano verificate dette condizioni,  atteso che i ricavi  e  le rimanenze   assumono rilevanza  soltanto a decorrere dal periodo di imposta in corso   alla  data   di  entrata  in  vigore  del  decreto  n.  90  del  1990.

9.   Ambito temporale  Le disposizioni dell’articolo 2,  comma 1,  lettere a), b)  e c),  e comma 4, del decreto legge n. 90 del 1990, innanzi illustrate, si applicano  a partire  dal periodo di imposta in corso alla sua data di entrata in  vigore (1  maggio 1990)  ai sensi  dell’articolo 14,   comma 3 del decreto stesso   e  quindi  nei confronti  dei  soggetti con esercizio coincidente con l’anno  solare,  per  i redditi conseguiti dall’1 gennaio al 31 dicembre 1990, mentre  nei  riguardi dei  soggetti  con  esercizio  non  coincidente,  per  i redditi conseguiti nell’esercizio 1990/1991.

 

 

Torna all'elenco di leggi e decreti   

   
 
 
 

 
Vai all'elenco di tutti i nostri approfondimenti
Accedi ai nostri corsi gratuiti
Guarda cosa puoi acquistare nell'area shopping
Visualizza le nostre utilità

 

 
 

 
 

 
 www.EconomiAziendale.net
 

 
www.SchedeDiGeografia.net
 

 
www.StoriaFacile.net
 

 
www.LezioniDiMatematica.net
 

 
www.DirittoEconomia.net
 

 
www.LeMieScienze.net
 

 

 

 


Questo sito viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Il materiale presente sul sito non può essere riprodotto senza esplicito consenso dell'autore

Disclaimer-Privacy

Partita IVA: 02136250681