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  Le scritture contabili obbligatorie ai fini civilistici e fiscali - corso realizzato da Antonio Pernice www.schedariofiscale.it

 

12° Lezione

 

Le scritture contabili dei professionisti

   
 

SCRITTURE CONTABILI DEGLI ESERCENTI ARTI E PROFESSIONI (art.19, del Dpr 600/73) – Disposizioni in materia di accertamento delle imposte sui redditi:

Le persone fisiche che esercitano arti e professioni …, devono annotare cronologicamente in un apposito registro le somme percepite sotto qualsiasi forma e denominazione nell'esercizio dell'arte o della professione, anche a titolo di partecipazione agli utili, indicando per ciascuna riscossione:

  1. il relativo importo, al lordo e al netto della parte che costituisce rimborso di spese diverse da quelle inerenti alla produzione del reddito eventualmente anticipate per conto del soggetto che ha effettuato il pagamento, e l'ammontare della ritenuta d'acconto subita;

  2. le generalità, il comune di residenza anagrafica e l'indirizzo del soggetto che ha effettuato il pagamento;

  3. gli estremi della fattura, parcella, nota o altro documento emesso.

Nello stesso registro devono essere annotate cronologicamente, con le indicazioni di cui alle lettere b) e c), le spese inerenti all'esercizio dell'arte o professione delle quali si richiede la deduzione analitica ai sensi dell’art.50 TUIR. Deve esservi inoltre annotato, entro il termine stabilito per la presentazione della dichiarazione, il valore dei beni per i quali si richiede la deduzione di quote di ammortamento ai sensi del detto articolo, raggruppati in categorie omogenee e distinti per anno di acquisizione.

 

[I soggetti di cui al primo comma sono obbligati a tenere uno o più conti correnti bancari o postali ai quali affluiscono, obbligatoriamente, le somme riscosse nell'esercizio dell'attività e dai quali sono effettuati i prelevamenti per il pagamento delle spese.] (Il presente comma, prima inserito dall’art.35 D.L. 223/06, con decorrenza dal 04.07.2006, è stato poi abrogato dall' art. 32, D.L. 25.06.2008, n. 112, con decorrenza dal 25.06.2008).

 

[I compensi in denaro per l'esercizio di arti e professioni sono riscossi esclusivamente mediante assegni non trasferibili o bonifici ovvero altre modalità di pagamento bancario o postale nonché mediante sistemi di pagamento elettronico, salvo per importi unitari inferiori a 100 euro.] (Il presente comma, prima inserito dall’art.35 D.L. 223/06, con decorrenza dal 04.07.2006, è stato poi abrogato dall' art. 32, D.L. 25.06.2008, n. 112, con decorrenza dal 25.06.2008).

 

[Il contribuente può tenere registri distinti per gli incassi e per i pagamenti, nel qual caso tali registri, se contengono tutti i dati richiesti dal Dpr 633/72 e sono tenuti con le modalità ivi previste, sostituiscono a tutti gli effetti quelli prescritti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto]. (Il presente comma è stato abrogato dall’art.3, dpr 695/96).

[I contribuenti indicati nel primo comma che nel periodo di imposta precedente hanno percepito compensi per un ammontare superiore a 360 milioni di lire (€.185.924,48) sono soggetti a regime di contabilità ordinaria per il periodo di imposta successivo e devono tenere:

a) il registro nel quale annotare cronologicamente le operazioni produttive di componenti positivi e negativi di reddito integrate dalle movimentazioni finanziarie inerenti all'esercizio dell'arte o professione, compresi gli utilizzi delle somme percepite, ancorché estranei all'esercizio dell'arte o professione nonché gli estremi dei conti correnti bancari utilizzati per le movimentazioni predette;

b) i registri obbligatori ai fini dell'imposta sul valore aggiunto;

c) il registro dei beni ammortizzabili con le modalità di cui all'articolo 16, primo, secondo e terzo comma;

d) apposite scritture nelle quali vanno indicati, con i criteri e le modalità di cui all'articolo 21, i compensi e le altre somme erogate a soggetti che prestano, nei confronti dell'esercente l'arte o la professione, attività lavorativa non di lavoro dipendente]. (Il presente comma prima aggiunto dall’art.8, D.l. 90/90, è stato, poi, abrogato dall’art.3, dpr 695/96.).

 

Con decreti del Ministro delle finanze, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, possono essere stabiliti appositi modelli dei registri di cui al comma precedente con classificazione delle categorie di componenti positivi e negativi rilevanti ai fini della determinazione del reddito, individuate anche in relazione a quelle risultanti dai modelli di dichiarazione dei redditi e possono essere prescritte particolari modalità per la tenuta meccanografica del registro. (Il presente comma è stato aggiunto dall’art.8, D.L. 27.04.1990, n. 90).

 

Il professionista può tenere la contabilità secondo uno dei regimi contabili previsti, che saranno descritti di seguito. In particolare si ha:

  • Regime di contabilità ordinaria;

  • Regime di contabilità semplificata;

  • Regime sostitutivo delle nuove iniziative;

  • Regime dei contribuenti minimi.

Il regime di contabilità ordinaria è possibile indipendentemente dall'ammontare dei compensi conseguiti e solo a seguito di opzione, avente validità annuale, da formalizzare con specifica comunicazione nella dichiarazione annuale Iva, quadro VO «opzioni».

Quindi, il regime di contabilità ordinaria ha natura opzionale in quanto i professionisti rientrano per loro natura nel regime di contabilità semplificata.

 

Il Regime di contabilità ordinaria richiede la tenuta dei seguenti registri:

  • registro cronologico dei movimenti finanziari (incassi e pagamenti) (art.19 dpr 600/73);

  • registro Iva delle fatture emesse;

  • registro Iva degli acquisti;

  • registro dei beni ammortizzabili;

  • registri previsti dalla normativa sul lavoro;

  • registro delle somme in deposito.

 

Si evidenzia che la Legge 383/2001 ha modificato gli artt.39 dpr 633/72 e 22 del Dpr 600/73, e ha disposto l'abrogazione dell'obbligo della bollatura e della vidimazione per tutti i registri tenuti agli effetti dell'Iva. Rimane pertanto in vigore il solo obbligo della numerazione progressiva delle pagine dei medesimi, anno per anno, nel momento in cui si utilizza la pagina. Il riferimento all'anno è da intendersi non all'anno di stampa bensì all'anno al quale si riferiscono i movimenti rilevati nel registro.

 

Sul registro cronologico vengono annotate:

  • le somme percepite sotto qualsiasi forma e denominazione nell’esercizio dell’arte o della professione;

  • le spese inerenti all’esercizio dell’arte o professione delle quali si richiede la deduzione analitica ai sensi dell’art.54 Dpr n.917/86 (quali le quote di ammortamento dei beni strumentali per l’esercizio dell’arte o professione; i canoni di locazione finanziaria di beni strumentali; le spese di ammodernamento, di ristrutturazione e di manutenzione di immobili utilizzati nell’esercizio di arti e professioni non imputabili ad incremento del costo dei beni ai quali si riferiscono nel limite del 5% del costo complessivo di tutti i beni materiali ammortizzabili; le spese di acquisto di beni mobili adibiti promiscuamente all’esercizio dell’arte o professione e all’uso personale o familiare del contribuente se il costo unitario non è superiore a €.516,46, nella misura del 50%, e, nella stessa misura i canoni di locazione finanziaria e noleggio e le spese relative all’impiego di tali beni. Le spese di vitto e alloggio sostenute per le trasferte effettuate dai lavoratori dipendenti degli esercenti arti e professioni sono deducibili nelle misure previste dall’art.95 Dpr n.917/86).

 

Per il registro cronologico, il D.M. 15/09/90 ha previsto anche uno schema diviso in colonne, destinate ad accogliere i seguenti dati necessari per la determinazione dell’operazione:

  • data dell’operazione;

  • numero progressivo della registrazione;

  • generalità del soggetto che ha effettuato o ricevuto il pagamento con l’indicazione del comune e dell’indirizzo di residenza;

  • estremi del documento emesso o ricevuto;

  • descrizione dell’operazione (incasso, pagamento, versamento di ritenute, versamento Iva, somme anticipate, etc.);

  • per i prelevamenti effettuati a titolo personale descrizione del prelevamento personale o versamento titolare;

  • Cassa: due colonne intestate agli incassi e pagamenti;

  • Banca: due colonne destinate ad accogliere gli importi dei prelevamenti o dei versamenti;

  • Movimentazioni C/Terzi: due colonne distinte che accolgono gli incassi relativi alle somme ricevute in deposito e le loro utilizzazioni;

  • Compensi: colonne da intestare per le varie voci di spesa: dipendenti, compensi a terzi, canoni di locazione, spese viaggio, ecc..

 

Il registro cronologico può sostituire i registri Iva (delle fatture emesse, degli acquisti e dei beni ammortizzabili), purché le annotazioni effettuate sul primo riassumano anche i dati rilevanti ai fini  Iva ed il contribuente sia in grado di fornire all’amministrazione finanziaria i dati che avrebbero dovuto essere annotati su detti registri (art.14, 3^ e 4^ c., Dpr 435/2001).

 

Riguardo ai termini di registrazione delle operazioni si ha:

  • per le registrazioni ai fini del reddito, il termine di registrazione è di 60 giorni dalla data in cui si verificano le operazioni;

  • per le registrazioni ai fini Iva, i termini di registrazione sono di 15 giorni per le fatture emesse ed entro l’anno in cui si verificano per le fatture di acquisto.

Il registro delle somme in deposito deve essere tenuto dai notai, avvocati, dott. commercialisti e ragionieri, in cui devono annotare giornalmente le somme ricevute a titolo di corrispettivo o di spese da sostenere in nome e per conto del cliente (art.3, 2^ c., D.M. 31/10/74).

Trattandosi di somme ricevute dal cliente, da ripartire tra spese inerenti l’incarico, onorari e diritti, devono essere annotate distintamente per ciascuna operazione (art.3, 2^ c., dpr 633/72), per le quali il professionista, entro 60 giorni dal deposito, deve emettere fattura per l’importo ricevuto.

Tale registro può non essere tenuto se le somme indicate sono annotate nel registro delle movimentazioni finanziarie.

 

Il regime di contabilità semplificata costituisce il regime naturale dei professionisti, indipendentemente dall’ammontare dei compensi percepiti (non rilevano i limiti di ricavi previsti per le imprese (art.3, 2^ c. dpr 695/96). Quindi, esso si intende adottato se il professionista non ha optato per il regime di contabilità ordinaria.

 

I registri da tenere in regime di contabilità semplificata sono:

  • registri Iva delle fatture emesse;

  • registro Iva degli acquisti;

  • registro dei beni ammortizzabili (può non essere tenuto a condizione che le annotazioni di cui all’art.16 dpr 600/73 siano effettuate nei registri Iva (artt.13 e 14, 1^ e 2^ c., Dpr 435/01);

  • libri e registri previsti dalla normativa sul lavoro.

 

Secondo l’art.3, 1^ c., dpr 695/96 e C.M. n.45/E del 19/02/97, nei registri Iva occorre annotare:

  • le operazioni rilevanti ai fini Iva;

  • i componenti non rilevanti ai fini Iva, per la determinazione del reddito professionale, in apposite sezioni dei medesimi registri.

 

Gli obblighi di fatturazione e registrazione possono essere assolti anche a mezzo di Bollettari a madre e figlia.

 

Riguardo ai termini di registrazione valgono le stesse regole previste per la contabilità ordinaria dei professionisti.

Si evidenzia che il professionista, in contabilità semplificata, può scegliere:

  • se tenere un unico registro ai fini delle imposte dirette, in cui annotare sia gli incassi sia i pagamenti, e a cui aggiungere i registri obbligatori ai fini dell'Iva,

oppure

  • tenere il registro per gli incassi e i pagamenti, di cui all’art.19 del Dpr 600/73, con facoltà di annotarvi anche i dati previsti dalla normativa Iva, con il vantaggio di non tenere, in quest'ultimo caso, i relativi registri.

 

Il registro incassi e pagamenti può essere sostituito dai registri tenuti ai fini Iva; in questo caso essi, che diverrebbero rilevanti anche ai fini delle imposte dirette, devono contenere anche separate annotazioni degli incassi dei compensi, dei pagamenti e delle altre operazioni non soggette a registrazione ai fini Iva. È sempre necessario, secondo il principio di cassa, evidenziare gli incassi o i pagamenti non avvenuti nell'anno di registrazione della relativa operazione, ai sensi dell'art.3, comma 1, del regolamento approvato dal Consiglio dei ministri il 28/11/96.

Gli incassi o pagamenti devono invece essere singolarmente annotati nel diverso periodo d'imposta in cui sono ricevuti o effettuati.

 

 

 
   

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