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  Le scritture contabili obbligatorie ai fini civilistici e fiscali - corso realizzato da Antonio Pernice www.schedariofiscale.it

 

9° Lezione

 

Le scritture di magazzino

   
 

La tenuta di scritture ausiliarie di magazzino di cui all’art.14, 1^ c., lett.d), Dpr n.600/73, è obbligatoria a partire dal secondo periodo d'imposta successivo a quello in cui, per la seconda volta consecutivamente:

  • l'ammontare dei ricavi di cui all’art.53 Dpr n.917/86 è superiore a € 5.164.568,99;

e (congiuntamente),

  • l'ammontare delle rimanenze di cui agli artt.59 e 60 stesso decreto è superiore a € 1.032.913,80.

 

L'obbligo di tenuta cessa a partire dal primo periodo di imposta successivo a quello in cui per la seconda volta consecutivamente l'ammontare dei ricavi o (disgiuntamente) il valore delle rimanenze è inferiore a tale limite (art. 1, D.P.R. n. 695/1996).

 

Quindi, affinché scatti l’obbligo fiscale occorrono congiuntamente due condizioni:

  • ricavi superiori a 10 miliardi e rimanenze finali superiori a 2 miliardi di lire;

  • superamento dei limiti per due periodi d’imposta successivi.

 

Gli ammontari devono essere eventualmente ragguagliati alla durata diversa dall'anno solare e, in caso di accertamento, non si tiene conto delle relative risultanze qualora i maggiori valori accertati non eccedano del 15% tali limiti.

 

La contabilità di magazzino si avvale di due strumenti:

  • il giornale di magazzino (è una scrittura cronologica che rileva quotidianamente i movimenti in entrata e in uscita dei beni dal magazzino);

  • il mastro di magazzino (è un insieme di scritture sistematiche: è costituito da tante schede quante sono gli articoli trattati dall'impresa. Su ciascuna scheda si rilevano le esistenze iniziali, i carichi, gli scarichi e le rimanenze finali).

La scheda di magazzino fornisce delle informazioni riguardanti:

  • le quantità in rimanenza di ogni bene, con la possibilità di riscontri periodici mediante inventari a rotazione, attuati controllando alternativamente determinate categorie di beni o aree del magazzino fino alla verifica di tutte le scorte;

  • i movimenti di carico;

  • i movimenti di scarico e la loro specifica destinazione.

Le schede di magazzino possono essere tenute a quantità (quantità caricate, scaricate e in rimanenza) o a quantità e valori (più diffuse).

La Circolare n.40/9/40546 del 26/11/81 - Direz. Gen. Imposte, ha affermato che le scritture ausiliare di magazzino devono essere tenute in forma sistematica, secondo norme di ordinaria contabilità e mediante annotazioni giornaliere o periodiche, purché con cadenza non superiore al mese. 

La Circolare n.31/E del 02/10/06, ha affermato che per le differenze inventariali le imprese individuano più di una causa da cui scaturiscono le differenze che portano a tali rettifiche:

  • cali fisici o di lavorazione delle merci;

  • erroneo utilizzo dei codici identificativi nel carico/scarico delle merci;

  • furti;

  • distruzione accidentali.

È opportuno dire che le differenze inventariali non necessariamente sono riconducibili a fenomeni di evasione di imposta, ma si generano anche in modo fisiologico in relazione alla ordinaria dinamica gestionale di un magazzino.

Le aziende della grande distribuzione non sono obbligate alla tenuta della contabilità di magazzino per i depositi dei singoli punti vendita che non fungono anche da “magazzini interni centralizzati”.

Per quanto attiene la rilevazione delle “differenze inventariali” riguardanti l’attività di commercio al dettaglio, le aziende della grande distribuzione utilizzano per finalità gestionali, con riguardo alle movimentazioni di merce nei magazzini dei punti vendita, scritture interne dette schede conto consegnatarioche, generalmente, si basano sul così detto metodo al dettaglio”.

 

Il metodo al dettaglio si basa sul prezzo di acquisto e di vendita dei beni e funziona indipendentemente dall’inventario fisico delle scorte. Infatti, le differenze inventariali che vengono rilevate rappresentano, in genere, lo scostamento tra il valore dell’incasso teorico e quello dell’incasso effettivo, e non lo scostamento tra quantità entrate, da una parte, e quantità uscite, più consistenze, dall’altra.

 

Le “schede conto consegnatario tenute dalle aziende della grande distribuzione in relazione ai depositi riguardanti i singoli punti vendita non sono assimilabili alle scritture obbligatorie di magazzino di cui al 1^ c., lett.d), dell’art.14 dpr 600/73, atteso che si tratta di rilevazioni fatte per finalità gestionali e non per obbligo di legge e che non riguardano necessariamente le quantità entrate ed uscite delle merci.

 

 
   

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