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  Le scritture contabili obbligatorie ai fini civilistici e fiscali - corso realizzato da Antonio Pernice www.schedariofiscale.it

 

3° Lezione

 

Le scritture contabili obbligatorie

   
 

Le norme del codice civile e le norme tributarie  stabiliscono le scritture contabili che debbono tenere i soggetti che esercitano un’attività economica (di impresa o di arti e professioni, come definiti, rispettivamente, dagli artt.4 e 5 del Dpr n.633/72).

Esse sono i libri, i registri ed i documenti che servono per annotarvi tutte le operazioni di gestione inerenti l’attività esercitata, secondo le norme di un’ordinata contabilità e che riassumono fedelmente la situazione patrimoniale del soggetto.

Sono degli strumenti con i quali si rilevano i fatti di gestione o accadimenti aziendali, che rappresentano tutto ciò che accade in un’azienda (acquisti, vendite, pagamenti, incassi, etc.).

Secondo l’art.2214 c.c., i libri obbligatori e le altre scritture contabili obbligatorie che deve tenere l’imprenditore che esercita un’attività commerciale sono: 

  • il libro giornale e il libro degli inventari;

  • le altre scritture che siano richieste dalla natura e dalle dimensioni dell’impresa. I libri sociali previsti dall’art.2421 c.c. (libro dei soci; delle obbligazioni; delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee; delle adunanze e delle deliberazioni del collegio sindacale), devono essere tenuti in quanto ne ricorrano i presupposti;

  • gli originali delle lettere, dei telegrammi e delle fatture ricevute, nonché le copie delle lettere, dei telegrammi e delle fatture spedite.

N.B. Il D.L. 185 del 29/11/2008 (conv. con Legge n.2 del 28/01/2009), ha abolito l’obbligo di tenuta del libro soci nelle S.r.l. e l’obbligo di comunicare, contestualmente al deposito del bilancio di esercizio, l’elenco dei soci e degli altri titolari di diritti sulle partecipazioni sociali. Le funzioni che in precedenza erano svolte dal libro dei soci sono ora trasferite al Registro delle imprese ove ha sede ed è iscritta la società.

In particolare con le nuove norme:

  • il trasferimento di partecipazioni in una SRL diventa efficace, tra le parti, in conseguenza del mero consenso, a prescindere dunque da requisiti di forma circa il modo cui esso viene manifestato, conformemente a quanto previsto dall’art. 1376 del c.c.;

  • l’efficacia del trasferimento nei confronti di terzi (e quindi, la sua opponibilità ai terzi) decorre invece dal momento di iscrizione del trasferimento sul registro delle imprese (c.d. pubblicità dichiarativa), conformemente a quanto previsto dal 3^ c. dell’art.2470 c.c..

Evidenzio che bisogna stare attenti a non confondere le scritture contabili, intese come prima detto, con le scritture in partita doppia sul libro giornale, le quali permettono di formalizzare le elaborazioni di quantità e grandezze economiche - aziendali.

Secondo l’art.14, del Dpr 600/73, sempre chè ne ricorrono i presupposti stabiliti dalla legge secondo le loro dimensioni, le scritture contabili obbligatorie che devono tenere le società, gli enti e gli imprenditori commerciali di cui al primo comma dell’art.13 Dpr 600/73, sono:

  • il libro giornale (art.2216 c.c.) e il libro degli inventari (art.2217 c.c.);

  • i registri prescritti dal D.P.R. n.633/72 ai fini dell’I.V.A.: (Registro delle fatture emesse di cui all’art.23; Registro dei corrispettivi di cui all’art.24; Registro degli acquisti di cui allart.25 del Dpr 6323/72);

  • le scritture ausiliarie nelle quali devono essere registrati gli elementi patrimoniali e reddituali, raggruppati in categorie omogenee (c.d. “Mastrini o Schede di conto”);

  • le scritture ausiliarie di magazzino;

  • il registro dei beni ammortizzabili;

  • i libri sociali;

  • le scritture contabili dei sostituti d’imposta.

 

La tenuta delle scritture contabili è necessaria, oltre perché è prevista dalla legge, anche per tenere memoria delle informazioni relative a tutti i fatti di gestione inerenti l’attività esercitata per diversi fini:

  • serve all’imprenditore e/o ai soci che vogliono conoscere l’andamento dell’attività esercitata  (se va  bene o va male e quali sono gli utili, anche per intervenire tempestivamente con le decisioni aziendali);

  • serve al Fisco che vuole conoscere il reddito imponibile;

  • serve ai fornitori che vogliono essere informati sullo stato di salute dell’azienda e capire fino a che punto possono dargli credito;

  • serve alle banche per concedere affidamenti;

  • serve a tutti i soggetti che entrano in relazione con il contribuente per i propri fini commerciali.

 

È chiaro che i soggetti obbligati alla tenuta di libri e registri, per le loro esigenze, possono annotare per memoria i fatti di gestione inerenti l’attività esercitata anche su supporti extracontabili (agende, libri/registri informali – doppia contabilità), però occorre avere la consapevolezza che, in caso di discordanza con le scritture obbligatorie, le annotazioni comunque annotate possono fare prova  per “presunzione” contro l’imprenditore medesimo.
 
   

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Contabilità ordinaria


 

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