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Fin qui abbiamo esposte
le regole proprie del c/c: regole che si applicano sia nel caso in cui il
correntista sia un privato che nel caso in cui il correntista è un’impresa.
In questa lezione ci
occuperemo, invece, dell’ipotesi in cui il correntista sia un’impresa
e ci soffermeremo sul problema della riconciliazione bancaria.
Come abbiamo già
osservato parlando dell’estratto conto il cliente registra l’operazione in
un momento che può non coincidere con quello nel quale la stessa operazione
è registrata dalla banca.
Se il cliente è
un’impresa essa registra le operazioni in contabilità usando il metodo della
partita doppia applicato al sistema del capitale e del risultato economico .
Tale metodo presuppone che i fatti di gestione siano rilevati nel momento
della loro manifestazione finanziaria, cioè nel momento in cui si verificano
entrate o uscite di denaro, aumenti o diminuzioni di crediti, aumenti o
diminuzione di debiti.
Questa regola riguarda
tutte le operazioni compiute dall’impresa, dunque anche quelle che
riguardano le banche.
L’impresa può essere
titolare di un solo c/c bancario o, come accade più spesso soprattutto nelle
imprese di medie e grandi dimensioni, può aver acceso dei c/c presso varie
banche. Le operazioni compiute con ciascuna di esse saranno registrate in
Partita Doppia sul libro giornale e confluiranno sulla scheda
di mastro intestata a ciascuna delle banche di cui l’impresa è cliente.
Periodicamente la banca
invia l’estratto conto. L’impresa dovrà, dunque, controllare tale documento
con le risultanze contabili della scheda intestata alla banca al fine di
rilevare eventuali errori e, se necessario, in modo da provvedere
alla correzione degli stessi.
Il controllo viene
fatto utilizzando dei prospetti cosiddetti di riconciliazione
bancaria: essi servono ad individuare le differenze tra i dati che
risultano dall’estratto conto e i dati che risultano dalla contabilità
dell’impresa.
Il prospetto può assumere
vari aspetti. Di seguito riportiamo un esempio:
Prospetto
riconciliazione bancaria:
Riconciliazione al: ......
Banca X
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Importi |
| Saldo risultante
dall'estratto conto |
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| Accrediti
risultanti dall'estratto conto (movimenti avere) ma non dalla
contabilità
Addebiti risultanti dall'estratto conto
(movimenti dare) ma non dalla contabilità |
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| Movimenti dare
risultanti in contabilità ma non dall'estratto conto
Movimenti avere risultanti in
contabilità ma non dall'estratto conto |
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| Saldo risultante
dalla contabilità |
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Ai fini della
riconciliazione bancaria possiamo distinguere le operazioni in tre
diverse categorie:
-
operazioni che non
risultano dall’estratto conto, ma risultano dalla contabilità dell’impresa.
Per queste operazioni occorre verificare se è stato commesso o meno un
errore. La differenza, infatti, può essere dovuta a due diverse cause:
-
l’operazione è già
stata registrata dall’impresa, ma non ancora dalla banca.
L’esempio tipico è quello del pagamento di un fornitore a mezzo assegno.
L’operazione è registrata dall’impresa nel momento dell’emissione
dell’assegno, mentre la banca registra l’operazione quando il
beneficiario ne richiede il pagamento. In questo caso l’impresa non deve
procedere a nessuna rettifica: dovrà limitarsi a controllare che
l’assegno risulti sull’estratto conto successivo;
-
operazioni che non
risultano dalla contabilità dell’impresa, ma risultano dall’estratto conto.
In questo caso, molto probabilmente, l’impresa ha omesso di effettuare la
registrazione di un’operazione relativa alla banca. Tuttavia potrebbe
trattarsi anche di un errore commesso dalla banca: in questo caso occorre
rivolgersi all’istituto di credito per contestare la correttezza
dell’estratto conto.
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