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S.M.
Davis e P.R. Lawerence affermano che un’organizzazione è matricole
quando si impiega un sistema di comando multiplo al quale devono essere
associati sistemi operativi articolati lungo le diverse dimensioni, nonché
una determinata cultura e un particolare tipo di comportamento.
Sempre
secondo gli stessi autori la struttura a matrice si può presentare sotto
vari tipi:
-
la
matrice temporanea;
-
la
matrice permanente;
-
la
matrice matura.
MATRICE
TEMPORANEA
La
matrice temporanea rappresenta la prima forma di evoluzione rispetto
alle strutture organizzative classiche. Essa si presenta normalmente come
una matrice nella quale i due criteri di divisione del lavoro
direttivo sono quello funzionale e quello per progetto.
Il
project manager è la figura a cui spetta il compito di portare a
buon fine il progetto o la commessa sotto l’aspetto tecnico, quello dei
tempi e della economicità.
Poiché
i progetti hanno una durata limitata nel tempo il project manager
rappresenta una figura temporanea: da qui il nome della matrice. E’
evidente, però, che l’organizzazione a matrice rimane stabilmente perché,
di volta in volta, ai progetti portati a termine se ne sostituiranno di
nuovi.
MATRICE
PERMANENTE
La
matrice permanente è quella nella quale i due criteri di
divisione del lavoro direttivo sono quello funzionale
e quello per prodotto.
Il
product manager è la figura a cui spetta il compito di seguire un
determinato prodotto o una linea di prodotti.
Poiché
i prodotti realizzati dall’azienda sono permanenti, salvo casi del tutto
particolari legati all’abbandono di alcuni prodotti o al lancio di altri,
la matrice si dice permanente.
Questa
struttura organizzativa è particolarmente indicata nel caso di aziende che
operano nel settore dei prodotti di consumo qualora si vuole evitare che il
product manager abbia la piena disponibilità delle risorse funzionali
necessarie, cosa che si verificherebbe nel caso di una struttura
multidivisionale.
MATRICE
MATURA
La
matrice matura non si differenzia dalle altre per un diverso criterio di
divisione del lavoro direttivo, bensì perché l’autorità è
condivisa tra due manager che dispongono così di un potere
equiparato con la conseguenza che la dipendenza dei membri
dell’organizzazione da due capi diversi finisce con l’avere una maggiore
importanza rispetto ai due tipi di struttura a matrice visti in precedenza.
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